Rassegna storica del Risorgimento
1845 ; RIMINI ; ROMAGNA
anno
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1921
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pagina
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317
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/ casi ài Romagna 31?
criminale. Tuttavia diede:-M sudditi un codice civile, da lui detto albertino, in gran pari plasmato su quello francese.
fome si è detto, lo stato pontificio godè, per un decennio, di una certa calma, quantunque ai numerosi motivi di perturbamento, se ne aggiungesse anche un altro con la setta Ferdinandea, così chiamata dal nome dell'imperatore d'Austria Ferdinando che si proponeva di dare all'Austria stessa le Legazioni, e a cui aderirono quanti odiavano il governo papale. Questo, dal canto suo, a mano a mano, o limitava o sopprimeva del tutto le poche concessioni fatte negli anni precedenti, e così, nel 1836, annullava quanto-aveva decretato il card. Bernettà circa la nomina dei governatori laici delle provinole, ristabilendo nelle quattro Legazioni i cardinali Legati, e proibiva ai dotti di prendere parte a quei famosi congressi, di cui si era iniziata la serie a Pisa, nel 1839, -e che lo stesso re Ferdinando H di Napoli ebbe a ospitare una volta, splendidamente, nella sua capitale.
Dalla Giovane Italia intanto avevano preso vita non poche altre società segrete, quali la Riforma della Gioviale Italia, nell'Abruzzo; la fewleWÉi: Milano; e, a Malta, la Legione Italwna fondata dagli Italiani che avevano partecipato ai moti costituzionali dit Spagna, e di cui era anima Nicola Pabrizi. Il fine che tutte insieme si proponevano, era di far scoppiare in Italia un moto rivoluzionario di carattere generale, e nel frattempo, eccitare sommosse parziali, come quelle che si verificarono, infatti nelle Marche (1841), per opera specialmente di Giambattista Ferri, di Fermo, e nell'Abruzzo.
Il moto di carattere più generale fu tentato, nel 1843, dal bolognese conte Livio Zambeccari, nel Napoletano e in Sicilia, ma non riuscì, come non riuscì. Falrro di Bologna, dello stesso anno, organizzato dai fratelli Minatori e dal colonnello nizzardo Ignazio Ribotti, con Pamlc? 41 bande armate.
Fornirono il pretesto a questfultimo movimento alcune vessazioni doganali, e per farlo estendere nelle Komagne, si adoperarono in modo speciale Oreste Bianeoli, di BagnaoVailo, e Gianpaolo Azzardi, di Logo, insieme con parecchihaltru ili dott. Farinì, di Bussi, l'avvi Francesco Bubani, pure di Bagna-eavafto, Agostino Morandi, Galano: Brazzoli e Antonio Bedescfci* che tutti insieme riuscirono a raccogliere in società molti artigiani-di Bussi e di BagnaGavaHoj ma battuti dai pontificii, a Castel del