Rassegna storica del Risorgimento

1845 ; RIMINI ; ROMAGNA
anno <1921>   pagina <326>
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Ottonilo Montenovesi
dei quali soprannominata Farsella e FArpezè (il rappezzato), fi aveva spediti a Faenza.
Beduce dal suo viaggio e prima li fare ritorno a Binimi, uj Benzi da Livorno passò a Pisa, per abboccarsi con un tale Sante Bicci, detto Santone, nativo della Terra del Sole, che vi si tro­vava da tempo, con l'incarico di portare a Bimini i famosi fo­cili L'8 settembre, essi giunsero finalmente, in numero di 240,-di cui, 120, sopra quattro carri guidati dallo stesso Bicci, po­terono essere depositati, un miglio fuori della città, in con­trada la Colonnella, e nascosti dietro alcuni pagliai e mucchi di letame, di proprietà di un certo Oarlone, affittuario di Ludovico Oraziani, vicino al convento dei Cappuccini, mentre gli altri 120 furono spediti a Faenza, e collocati pure fuori della città. (1) Saputosi poi a Bimini che la polizia era a conoscenza di tutto, la stessa notte, con l'opera di un tale Della Grazia, sopranno­minato Sgrignino, e di alcuni suoi compagni, e con la cieca complicità del finanziere di guardia, a cui fu dato a intendere trattarsi di soli oggetti di contrabbando, a due riprese, da porta Montanara, i fucili furono introdotti in città, e nascosti tempo­raneamente, d'accordo con uno dei postiglioni, alla posta dei cavalli.
intanto, nella casa di Giacomo Grandi erano convenuti, dalla vicina repubblica di S. Marino, il Bibotti e il Celli, che, insieme col Benzi, discussero a lungo sul modo di far scoppiare la rivoluzione, decidendo che un primo tentativo si sarebbe ef­fettuato nella notte dal 10 all'11 settembre, nel modo seguente: una cinquantina di persone armate, venute da Mondaino, (2) S, Giovanni in Marignano, e Mordano, si sarebbero raccolte in località la Colonnella, verso porta Bomana, ove dapprima i fu­cili erano stati nascosti, in attesa di segnali convenuti, che apris­
ti) L'incarico di provvedere tali armi età sfato dato da principio al Celli, ma egli pensò bene di appropriarsi la somma all'uopo ricevuta, 500 scudi. Quanto ai fucili destinati a Faenza, essi, come vedremo in seguito. avrebbero dovuto servire ad ormare un tale Marsari. di Castel Bolognese, con 70 dei suol, e altri di Faenza e luoghi vicini.
(2) In questo paese, im tale Pietro Venturi, falegname, fu più furbo degli altri, e a obi sollecitava la sua adesione, rispose che mai si era intri­gato in tali cose, e ohe non voleva andare con alcuno in alcun luogoj e,he si fosse andato a far fot..., e si fosse levato dai e... .