Rassegna storica del Risorgimento

1845 ; RIMINI ; ROMAGNA
anno <1921>   pagina <332>
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Ottorino Montenovesi
monta al numero di quasi 600 parsone, tatto ritenuto (da otto giorni a questa parte) no' propri quartieri con le armi cariche, pronti ad UBOÌIO al più pio colo rumore. Vi sono eziandio quattro pezzi di artiglieria presi in prestito da Papa, da alcuni ohe debbono fabbricare dei bastimenti mercantili. Le assicuro che se faranno il più piccolo rumore, i viaggiatori dovranno dire: qtf esisteva. Buttino essendo questa la volontà dei Sigai Cardinali Legati. Immagini poi Lei qual sia il mio stato, dovendo stare tutto il giorno a far compagnia alla sposa, la quale pretende di sapere ogni più piccola cosa, temendo sem­pre che giunga l'ora dell'uscita. fèSWdl notte doveva essere-'il momento;}* una spia salvò gl'infami Grazie al Cielo però, sembra ohe molti (e questo si sa di certo) abbiano preso l'esilio di propria volontà per non cadere nelle mani della giustizia. La Commissione straordinaria ohe trovasi da vari giorni in questa città, ha fatto carcerare e fuggire molti. Bue colonne mobili par­tono questa notte verso S. Marino, per investigare se sianvi armati in quo* dintorni. Papà a dispetto di tante fatiche e di tante veglie, essendo 8 giorni ohe non dorme in letto, gode una perfetta salute. Si compiaccia di ricevere i più affettuosi saluti di Papà. eoe.
La rivoluzione tanto attesa, scoppiò finalmente nel pome­riggio del 23. Già da qualche giorno, il Benzi aveva incaricato Antonio Pedrizzi e Domenico Bottini di fare i preparativi ne­cessari, avvertendo che le armi si trovavano in alcune camere di via delle stalle, tenute in affitto da Giacomo Grandi. Per luogo di convegno, egli propose quelle camere stesse, o la sua casa, o un'osteria vicino alla fabbrica dei vetri, i cui operai parteciparono poi tutti alla rivolta. Si fini col dare la preferenza alla casa di lui, e ivi infatti convennero circa 80 persone, che, tra le ore 22,30 e le 23 (1), si diressero al deposito delle armi, dove si armarono.
Intanto, nel giuoco del pallone, lo spettacolo, già da tempo incomineiato, si svolgeva senza incidenti, e il cacciarolo, distri­buendo la fascia, chiamava la dama, che termina il giuoco mede­simo, quando una ventina di borghesi, con i fucili a baionetta, si presentarono alla porta principale, in compagnia di parecchi altri (2) che impugnavano armi bianche, ed esplodendo nume-
(ì) Circa le 5 pom.
(2) Come del novero di costoro, venne tratto in arresto a Senigallia, il giorno 27, il giuocatore di pallone Abele Romaldi, di Camerino. Egli, giunto a Bimini da Ravenna, fino dal 18, insieme con Trifone Pasqua-lini, di Corinaldo, oltre ad essorsi abboccato con i rivoluzionali più in visto, avrebbe, la sera del 22, fatto una cena con essi, nella casa di Pacifico San-