Rassegna storica del Risorgimento
1845 ; RIMINI ; ROMAGNA
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1921
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Ottorino Montenovesi
Il ten. Bedini intanto, che, come si è dotto, era stato disarmato, aveva potuto liberarsi e raggiungere la sua caserma, e ivi, nulla sapendo del tradimento dei fucilieri, rimase, con circa venti carabinieri, in. .attesa della truppa di linea, con la quale reprimere la rivolta. Questo almeno era il piano stabilito col Véspignani, nella eventualità di una sommossa. Invece' veduto poco dopo che una folla mista di borghesi e di militari" muoveva verso la Bocca, sede delle carceri, per liberai-vi i detenuti, stimò miglior partito recarsi, senza ulteriore indugio, nella caserma di S. Francesco, e vi riuscì, sebbene per via dovesse, più di una volta, fare uso delle armi. Giunto però nella caserma, fu circondato e disarmato, insieme con i suoi, che lo avevano seguito, tranne alcuni pochi riusciti a fuggire dalla città, i quali si unirono alla colonna del maresciallo Za.mbelli, o ripararono a Pesaro. Anche il capitano Anselmo Binaldi, di Ferrara, aggiunto allo stato maggiore di Bimini, venne tratto in arresto, e rinchiuso nella medesima caserma di S. Francesco, a fare compagnia agli ufficiali dei fucilieri, tenenti Baroncini, Colli, Fabbri, Tamburrini, e cadetto Santini, divenuta prigionieri dei loro dipendenti.
Nella Eocca, dove il Benzi si recò, appena sicuro dell'appoggio dei soldati di linea, furono liberati tutti coloro che vi si trovavano rinchiusi (1), compresi alcuni condannati a vita, parecchi appartenenti al corpo dei fucilieri stessi, e quattro finanzieri, che approfittarono subito della riacquistata libertà per andare alla loro caserma in Marina, a farsi pagare il soldo del restante mese di settembre.
Quasi contemporaneamente, un grave fatto accadeva nel foro, o piazza di S. Antonio. Due soldati del secondo reggimento estero, tali Witterman e Bueber, svizzeri, che proprio nella mattina di quel giorno, insieme con un caporale, avevano tradotto a Bimini alcuni detenuti, e che nulla sapendo di quanto si svolgeva,, vi si trovavano a passare, furono sorpresi da un gruppo
comandante la tenenza dei carabinieri di Rimini, in un suo rapporterai: .card. Legato di Forlì, aveva insistito sulla urgenza di traslocarne in altra see.fc causa della dubbia fedeltà, la prima compagnia, separandola intanto, subito, dall'altra a otti ora natta, e cioè la quarta.
(1) il custode Vincenzo Querzola, lievemente ferito da un colpo di baionetta, fu rinchiuso anch'egli, per qualche ora, nella caserma di S. Francesco.