Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia dell'editoria e del giornalismo. Secolo XIX
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1996
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pagina
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168
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168 Sergio La Salvia
Il silenzio di Bertani mi dimostra che il nuovo giornale in questa terra dove si potrebbe piuttosto svegliate i morti non ha speranza di salutare la nuova luna. Cosi sia. Continuerò a scrivere nell'Indipendente o altrove.
Stiamo aspettando il giornale di Rattazzi. Credo che, con qualche riguardo, si dovrà combattere. La lotta non è fra Cavour e Rattazzi, ma fra Cavour e Garibaldi.
I libri non giungono. Disponete di me ora e sempre. Vostro aff.mo
Brofferio
Bertani dunque aveva promesso, aveva approvato l'idea di un nuovo foglio, ma non mandava. L'assemblea del 4 gennaio fu occasione di un contatto più diretto tra Brofferio, Bertani e gli uomini del Comitato Centrale di Provvedimento, cui era necessario un organo ufficiale dell'associazione per pubblicizzarne gli atti e gli scritti attraverso i quali si definiva la sua linea politica, come accadeva nel caso di quel grande modello associativo per tutti rappresentato dalla Società Nazionale Italiana col suo giornale Il Piccolo Corriere d'Italia. I dirigenti dell'organismo genovese, coscienti delle difficoltà opposte loro da Garibaldi sia su problemi generali di linea politica, sia specificamente sul tema della fondazione di un giornale di partito , si trovarono nella condizione di mettere a frutto il lavoro già svolto da Brofferio e culminato nella pubblicazione de L'Ateneo, ma mutandone radicalmente il piano. Peraltro il Generale accettò la presidenza della nuova associazione con una lettera che reca la data del 13 gennaio 1861, ma conosciuta a Genova solo dopo il 16, e nella quale si faceva aperta menzione della necessità di dar vita ad un organo associativo dal titolo di Roma e Venezia. Ora questa lettera, almeno nelle sue linee portanti, era stata preconfezionata a Genova,13) e questo fa pensare ad una forma di pressione esercitata su Garibaldi, il quale messo a conoscenza della esistenza di un giornale diretto da Brofferio con quel titolo, avrebbe trovato difficoltà a esprimersi in senso contrario alla sua pubblicazione. Ed infatti è singolare osservare che il primo numero del Roma e Venezia, due fogli su tre colonne, pubblicato a Torino il 10 gennaio 1861, portava come manchette promozionale nell'ultima pagina questa dichiarazione che lasciava intendere insieme una decisione presa e da prendersi:
Questo giornale destinato ad essere l'organo dei Comitati di Provvedimento per Roma e Venezia, riceverà ed inserirà gratuitamente tutti gli atti e scritti die ad essi si riferiscono.14)
appunti bcLlazziani. In particolare la risposta, inviata il 22, dice: Si è provveduto a tutto nella lettera di jeri. Si invitino gli studenti a costituirsi in comitato garibaldino e mandare il loro rappresentante. Gli opuscoli furono diretti a Macchi .
ENSG, Epistolario, voi. VI, a cura di S. LA SALVIA, Roma, Istituto per la storia del Risorgimento italiano, 1983, pp. 8-9.
W Seguivano le condizioni di abbonamento, L. 5 per un trimestre, il costo di