Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia dell'editoria e del giornalismo. Secolo XIX
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1996
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170 Sergio La Salvia
Torino, 12 gennaio 1861,5) Car[issi]mo Signore,
Che ne dice di Roma e Venezia? I primi numeri riescono per molti riguardi imperfetti, ma si rimedierà. Domani intanto avremo i dispacci telegrafici, un ufficio stabilito etc. etc, e poiché il giornale ha favore (si vendono quasi tutte le copie), allargheremo un po' più le ali. Quando poi Bertani voglia correre per più grosse acque non ha che ad aggiungere vele alla nave. Intanto si va facendo, ma dica quello che ne pensa, e consigli.
La prego di scrivere a Cajroli per la mia candidatura di Pavia. Costà sono contrastato occultamente da Depretis. Ma non importa; se Cajroli è con noi vi son buone speranze.
Sono proposto in un collegio di Brescia. È alla testa dei miei amici l'av-v[ocat]o Marchionni. Lo incoraggi anche lei con una sua lettera.
E a Genova non vi sarebbe luogo? Fui eletto una volta a Portoria. Sopra di ciò dovrebbe consultare raw[ocat]o Priario.
Sarò proposto anche a Milano, ma non so con quanta probabilità.
Crispi mi proporrà in Sicilia, De Boni a Napoli, ma con qual fondamento di successo ignoro. Dove mi sembra che la cosa abbia maggiori probabilità è a Castelnovo de' Monti nell'Emilia. Grilenzoni, Romani e parecchi altri mi scrissero in proposito. Se ella ha corrispondenze costi le adoperi. È il terreno migliore.
Io le scrivo tutto ciò che concerne la mia elezione; ma non ho istruzioni da alcuna parte per sostenere i nostri amici nel giornale. Mi dia ella oppurtuni ragguagli. Parlai con Macchi, ma è più al buio di me. La discordia nel Diritto è all'ordine del giorno. Dove si porta Bertani? che debbo fare? come devo scrivere per lui? Informatemi.
E Guerrazzi? ... e quella certa nota di Garibaldi che non ho mai veduta? Qual partito si dee trarre dalla raccomandazione di Garibaldi? Istruzioni insomma, direzioni e unità di intendimenti, altrimenti faremo un vergognoso fiasco.
A Milano può ella fare qualche cosa per me? Al 23 andrò io a parlare nell'assemblea della Società Popolare. Vedremo.
Mi scriva presto, saluti il nostro Bertani, non mi lasci nel silenzio. Io lavoro senza posa. Suo dev[otissim]o
Brofferio
Non "'è dubbio che sul senso da dare alla propaganda elettorale del giornale il BrofTerio ponesse alcuni interrogativi non marginali sui quali si decise il fallimento democratico in occasione delle elezioni del gennaio 1861. Ma su ciò, nonostante l'intensificarsi del carteggio tra Torino e Genova, poco avrebbe ottenuto lo scrittore piemontese, che per questo non evitò di incorrere in qualche infortunio per eccesso di zelo.16) In assenza di precise indicazioni, impossibili a darsi, visto l'atteggiamento di Garibaldi, Bellazzi tenne a suo modo, un modo prevalentemente organizzativo, i rapporti col giornale. Il 13 gennaio chiedeva l'invio del primo numero: 6
tf) MCRR, 254, 47,
,6) Su questi aspetti cfr. S. LA SALVIA, La rivoluzione e ì partiti. La democrazia nazionale nella crisi dell'unità italiana, in corso di pubblicazione presso l'Istituto per la storia del Risorgimento italiano.