Rassegna storica del Risorgimento

1845 ; RIMINI ; ROMAGNA
anno <1921>   pagina <338>
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Ottorino Monknooesi
sorgere col andd. Governo Pontificio : responsabilità elio solo un Corpo Mo­nde composto dello .: V. Velane può -rendere ne* snoi effettóre non iiuUn, al certo di lieve momento.
Provvedutomi io stesso di tutto oi'ò clic mi occorre per far marciui: le mie milizie, io sarò per abbandonare il Paese* e sarò allora ad avvertire- lo iÈ.LI., onde in unione all'Autorità, 'tìoveimfciyu, .che con mio dispaccio; d'oggi è avvertita di rimanere tranquilla nelle sue aÉyknzioni giudiziarie od amministrative, sia formata una guardia Civica pei mantenimento dell'ordino pubblico e della tranquillità.
Per l'esecuzione delle quali cose io non ricorrerò a mèzzi coattivi; giacché tengo per fermo che le S.-Si-, "WSf, IlLmo voranno mostrarsi giusti 6 premurose del ben'essere.
Dal Quartiere lytie 4 S. Francesco di Rhmui. li 25 settembre 1845.
Dev.mo Servite Il Capo Politico Provvisorio PIETRO RENZI, ATl'lM.ino Magist.o di Mvmhio.
La magistratura si radunò il medesimo giorno 24, e vi in­tervenne anche il Benzi; però, dei 13 consiglieri invitati, non se ne presentarono che quattro, piti tre anziani, e un deputato del clero. In luogo del gonfaloniere, conte Filippo Battagliai, presiedè l'avvocato Luigi Pani, il quale dichiarò trovarsi la ma­gistratura stessa al verde, a causa specialmente delle gravi spese per la fabbrica del nuovo teatro. Il Benzi allora, dei 10.000 scudi richiesti, si contentò di riceverne 3000 soltanto.
I giorni seguenti 25 e 26, non accadde nulla di notevole. Gli avvenimenti che abbiamo narrato, sono tutto quanto di caratte­ristico presenta il moto di Rimini moto isolato, che non poteva vivere che la vita di un giorno, e troppo tardi se ne avvide il Benzi, a cui oramai non rimaneva che una strada aperta, ritrarsi cioè dall'impresa il meno peggio possibile. Nei due giorni sud­detti, si fece una passeggiata fino a cinque miglia verso la re­pubblica di S. Marino, per incontrare circa 30 profughi politici, e altre passeggiate ebbero luogo fuori di porta Bologna, fino a S. Giustina, e fuori di porta Montanara, ma, come si è accen­nato, furono semplici gite di diporto, senza alcun carattere mi­litare, tanto è vero che uno dei fucilieri, certo Tito Bomitelli, ricevuto l'ordine di montare a cavallo, in qualità di tromba, ri­spose che avrebbe preferito andare in carrozzella con gli altri, i quali, nella piti gran parte, avevano pensato bene di servirsi