Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Napoli. Secolo XIX
anno <1996>   pagina <183>
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M.Pironvcommissario a Napoli 183
ad opportunità diplomatiche che frenarono irreversibilmente ì suoi pro­getti. I tentennamenti rattazziani ma anche le paure del re e di alcuni ministri fecero fallire già prima che si realizzasse il tentativo militare. A Urbano Rattazzi non restò che presentare le dimissioni. La mancata in­surrezione di Roma (22 settembre) e l'avventura di Garibaldi, conclusasi dolorosamente a Mentana il 3 novembre, non mutarono i corsi della di­plomazia.9*
Dopo un tentativo del generale Cialdini di formare un nuovo mini­stero, Vittorio Emanuele II affidò la composizione del governo al generale savoiardo Luigi Menabrea, un esponente dell'estrema Destra, fedelissimo al partito sabaudo. Filippo Antonio Gualterio fu chiamato a ricoprire il delicatissimo incarico di ministro dell'Interno: la sua nomina assunse pertanto in quel momento un chiaro significato di reazione contro i gruppi democratici .10) Il primo ministero Menabrea entrò in carica il 27 ottobre 1867 e solo pochi giorni dopo il Gualterio avviava le pratiche per sciogliere il consiglio comunale di Napoli, i cui debiti ammontavano a quattordici milioni e dove l'imminente approvazione del bilancio si pre­sentava quantomai difficile. Il sindaco Fedele De Siervo, deputato della Destra, non poteva più contare su una solida maggioranza.ll) Il 15 no­vembre metà della giunta, capeggiata dal consigliere Guglielmo Capitelli, si dimetteva.12* Solo due giorni dopo veniva varata una nuova giunta in cui entravano i consiglieri Duca di Sandonato, Nicotera, Praus, Mazza e De Martino.13* Frattanto il prefetto, il marchese di Montezemolo, lavorava secondo le drastiche indicazioni del ministro a favore dello scioglimento del consiglio, ormai dominato dalle opposizioni. Il giorno successivo al varo della nuova giunta il giornale L'Italia informava i suoi lettori che il ministro dell'Interno ne decretava lo scioglimento e nominava il mar-
Rattazzi intendeva, sfruttare una eventuale azione di Garibaldi con la speranza di prendere Roma inseguendo i garibaldini. H governo Rattazzi fece organizzare sotto i suoi occhi bande armate ed addirittura rifornì, in segreto, di armi le forma­zioni di Garibaldi {cfr. F. VALSECCHI, Le potenze europee e la questione romana, in L'Italia del Risorgimento e l'Europa delle nazionalità, Milano, Giuftrè, 1978, pp. 433 sgg.). Sulla politica estera del Rattazzi che nel 1862 ebbe anche il dicastero degli Esteri, vedi B. CIALDEA, L'Italia nel concerto europeo (1861-1867), Torino, Giappi­chelli, 1966, pp. 215 sgg.
,(9 G. CANDELORO, Storia dell'Italia moderna, voi. V, La costruzione dello Stato unitario 1860-1871, Milano, Feltrinelli, 19788, p. 346.
u> Sul deputato Fedele De Siervo (1825-1913) cfr. T. SARTI, I rappresentanti del Piemonte e d'Italia nelle tredici legislature del Regno, Roma, tip. editrice A. Paolini, 1880, p. 340. Sulla sua attività di sindaco (novembre 1864-giugno 1865; novembre 1866-novembre 1867) cfr. F. D'ASCOLI - M. D'AVINO, I sindaci di Napoli, Napoli, Mida Editore, 1974, voi. I, pp. 59-82.
"> Cfr. L'Italia, a. I, n. 106, venerdì 15 novembre 1867.
13> Cronaca Consiglio Comunale, in L'Italia, a. I, n. 108, domenica 17 novembre
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