Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Napoli. Secolo XIX
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1996
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Toni lermano
deva l'esclusione dalle liste impegnate nella consultazione comunale sia di deputati che di senatori.285
Pironti aveva conservato, nonostante tutto, buoni rapporti con il Ricciardi, un antico protagonista della vita politica napoletana. Proprio a lui il magistrato montorese aveva confidato le fatiche connesse al suo delicato incarico: il 13 dicembre del 1867 gli aveva scritto: [...] mi sto dando ogni pena possibile onde provvedere eccezionalmente all'azienda Municipale .29)
Michele Pironti non perse comunque l'appoggio necessario a continuare, dopo le dimissioni del Gualterio, la sua difficile opera. D'altronde proprio nel gennaio del 1868 Gualterio, dopo aspre opposizioni, diveniva ministro della Real Casa. Alla Camera si discusse animatamente su quella nomina nella seduta del 24 gennaio: qualche giorno prima, il 19, De Sanctis, da Firenze, scriveva a Vincenzo Gervasio:
Gualterio ministro di Casa Reale! È a non credere. Vogliono per forza compromettere la Monarchia ne* loro furori e rancori di partito.30*
La prestigiosa nomina rafforzava enormemente il partito di corte, più che mai impegnato a sostenere una continua azione d'interdizione nei confronti della Sinistra; queste ingerenze permettevano al sovrano non solo di regnare ma anche di governare.
L'opposizione a Napoli comunque continuava a criticare l'operato del Pironti che non riusciva a guidare serenamente la città verso le elezioni; nella bolgia di San Giacomo il regio commissario era pur sempre l'espressione del conservatorismo gualteriano.31) Un segno tangibile delle avversioni nutrite, nei confronti del Pironti, da parte di potenti personaggi locali si materializzò nel febbraio del 1868. Il ministro guardasigilli, il napoletano Gennaro de Filippo, offrì maliziosamente al Pironti il trasferimento presso il tribunale di Parma. L'interessato naturalmente rifiutò seccamente l' offerta .32)
*> Cfr. L'Italia, a. II, n. 21, mercoledì 22 gennaio 1868.
*> Biblioteca Nazionale di Napoli, Carte Ricciardi, B. 7/543.
*> Cfr. F. DE SANCTIS, Epistolario (18634869), dt.t p. 650.
3I> Cfr. L'Italia, a. II, n. 39, domenica 9 febbraio 1868.
*3 II guardasigilli de Filippo, amico del Pironti sin dal 1848, su richiesta di alcuni potenti politici meridionali, cercò di spingere al trasferimento l'intransigente magistrato attraverso una strada molto ambigua. Infatti il 10 febbraio 1868 scriveva al Pironti: Carissimo Amico, sento l'obbligo di scriverti la presente. Probabilmente la Camera voterà la soppressione di maggiori assegnamenti, e il tuo stipendio sarebbe ridotto a L. 9.000; probabilmente {potresti desiderare un posto di Presidente di Corte d'appello. Ora ne vacano due (Casale e Parma); potrebbe anche vacarne qualche altro,