Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Napoli. Secolo XIX
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1996
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pagina
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191
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M. Pironti commissario a Napoli 191
Le votazioni a Napoli si tennero alla fine di febbraio ed i risultati definitivi si conobbero soltanto il 18 marzo 1868; il primo degli ottanta eletti risultò l'ex sindaco Rodrigo Nolli (1826-1873) con 1.974 voti: in città comunque votava in genere poco più del 50 degli aventi diritto.331
La scelta della giunta e l'elezione del sindaco furono il frutto di un'abile trattativa del prefetto di Rudinì e del Pironti, impegnati nel consegnare l'amministrazione comunale nelle mani dei governativi. Alla fine il prefetto riuscì a varare una maggioranza governativa di 67 consiglieri, riducendo a 13 quelli dell'opposizione di Sinistra .35)
L'Italia, frattanto, continuava nella sua coerente opera di denigrazione dell'operato del Pironti:
La Delegazione dell'onorevole comm. Pironti volge al suo termine. Si annunzia già che il governo per compensare l'ori. Consigliere voglia elevarlo di grado nella magistratura a cui egli appartiene. Il paese sarà curioso di sapere che cosa ha fatto il delegato straordinario per meritare un tale compenso? A dir vero non è facile poter rispondere; e saremmo ben contenti; se gli amici
o darsi luogo a qualche tramutamento. Tu non avresti che a farmene un cenno, e scegliere. Comprendo la difficoltà di lasciare Napoli, e più che questo i Mascilli e la tua famiglia. Ma, anche sicuro che tu non accetteresti, ho creduto di compiere un atto di dovere per un mio amicissimo che tanto stimo ed amo. Saluto Peppi* nella, Ferdinando e D. Rosalia. Mille baci ai bambini ed abb.ti in fretta tuo affjmo Gen. de Filippo [autografo nel fondo Pironti, Contenitore n. 1, Cartella 9, della BPA]. A questo eloquente documento di abilità ed ambiguità politica, Pironti fece rispondere con una sdegnata lettera dal suocero Ferdinando Mascilli (1812-1892), antico patriota e cospiratore del 1848, al quale il guardasigilli s'affrettò a scrivere una lettera di chiarimento. Da Firenze, su carta non intestata, il 12 febbraio 1868 Gennaro de Filippo spiegava le cose e ribadiva la sua assoluta buona fede. Prima d'entrare nel merito della questione, il ministro teneva a rassicurare il suo interlocutore: Carissimo Ferdinando, non so perché ti sei allarmato. Credi tu ch'io avessi fatto mai alcuna cosa, e neppur pensata, che possa dispiacere a te, alla tua famiglia, a Pironti? Ecco come son le cose. Probabilmente, contro il mio avviso, ila Camera sopprimerà i maggiori assegnamenti: in questo caso lo stipendio di Pironti verrebbe ridotto a L. 9.000. Ecco perché, sono due o tre giorni gli scrissi (per campiere un atto di dovere e d'amicizia con lui), che se mai gli veniva in mente di essere Presidente d'una Corte d'appello, essendo vacanti quelle di Casale e di Parma, qualunque delle due, o altra che potesse vacare, sarebbe a Sua disposizione. Anzi, per quanto mi ricordo, soggiunsi che comprendea le ragioni di famiglia che ne l'avrebbero dissolto, ma che io sentiva l'obbligo di fargli quella proposta, affinché un giorno non avessi ricevuto un qualche rimprovero per il mio silenzio. Ecco tutto [...] [Autografo nel fondo Pironti, Contenitore n. 1, Cartella n. 9, della BPA]. Per uno strano destino sarà proprio Michele Pironti a sostituire il dimissionario ministro di Grazia e giustizia de Filippo nel terzo e ultimo governo Menabrea il 13 maggio 1869.
33) Or. l'Italia, a. Il, n. 77, mercoledì 18 marzo 1868.
3*> Notizie e analisi sulla vicenda comunale di Napoli vedi anche in A. CAPONE, L'opposizione meridionale nell'età della Destra, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 1970, pp. 162 sgg.
5* A. CAPONE, Destra e Sinistra da Cavour a Crispì, clt., p. 207.