Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Napoli. Secolo XIX
anno <1996>   pagina <192>
immagine non disponibile

192
Toni lermano
del comm. Pironti ci togliessero la benda dagli occhi e ci mostrassero che egli ha procacciati al Comune di Napoli [...]. Lungo sarebbe additare tutto quello che poteva e doveva l'on. comm. Pironti e che, francamente, non seppe fare.36'
La mancata soluzione della questione daziaria e l'inerzia del Pironti di fronte a questo problema continuarono ad essere temi di attacco da parte dell'opposizione anche dopo le votazioni;37) i politici locali capivano bene ancora quale ruolo poteva giocare il Commissario regio nella defini­zione della nuova maggioranza comunale. In una situazione certamente caotica Roberto Barracco rifiutò l'elezione a sindaco e provocò un rime­scolamento degli organigrammi concertati tra la prefettura, l'ufficio del Pi­ronti e il gabinetto del ministro Cadorna. Il 16 aprile 1868 il Regio delegato si dimetteva e contemporaneamente s'insediavano i nuovi asses­sori comunali: il lavoro del prefetto a quel punto divenne frenetico pur di dare un sindaco moderato alla città.38' Finalmente, dopo cinque lunghi mesi di contrasti ed imboscate di ogni tipo, l'amministrazione comunale di Napoli il 28 aprile elesse Guglielmo Capitelli sindaco; l'opera degli apparati politico-burocratici dello Stato era conclusa: il Capitelli {1840-1907) restò in carica fino al 15 settembre 1870.
Così come largamente previsto da L'Italia De Sanctis continuava a conoscere i fatti prima ancora che si potessero verificare Michele Pironti otteneva la nomina di Procuratore generale del Re presso la Corte d'appello di Napoli. Certamente su questa nomina avevano influito pesan­temente sia Menabrea che Gualterio: il ministro di Grazia e giustizia de Filippo fu costretto, suo malgrado, a firmare il decreto. Il magistrato montorese aveva mostrato di possedere in sommo grado senso del dovere, autorità, vocazione al sacrificio. Elementi questi particolarmente apprez­zati dai capi del partito di corte quando nel maggio del 1869 avrebbero riconosciuto nel Pironti l'uomo adatto a reggere le sorti del difficile dica­stero di Grazia e Giustizia, in sostituzione proprio del de Filippo, nel terzo e ultimo governo Menabrea,39'
*> Cronaca, in L'Italia, a. II, n. 81, domenica 22 marzo 1868.
**> II dazio consumo, in L'Italia, a. II, n, 89, lunedì 30 marzo 1868.
M) Su questo argomento ctr. La scelta del sindaco, in L'Italia, a. II, sabato 21 marzo 1868 e II prefetto, la consorteria e l'apertura del consiglio comunale, ivi;, a; II, n. 166, venerdì 17 aprile 1868. Sul rapporto tra amministrazione centrale e amministrazione periferica e sul ruolo dei prefetti nell'età della Destra cfr.: A. AQUA-RONE, Accentramento e prefetti nei primi anni dell'unità, in Clio, a. Ili (1967), pp. 358-387, poi in Alla ricerca dell'Italia liberale, Napoli, Guida editore, 1972; R.C. FRIED, II prefetto in Italia, Milano, Giuffre, 1967; A. PORRO, Il prefetto e Vammi' nitrazione periferica in Italia. Dall'intendente subalpino al prefetto italiano (1842-1871), Milano, GiuUrè, 1972, pp. 170 sgg.
W) Sull'esperienza ministeriale di Pironti (25 maggio -21 ottobre 1869) vedi T.