Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia economica. Destra storica. Secolo XIX
anno <1996>   pagina <195>
immagine non disponibile

La politica fiscale della Destra storica 195
tico, il cui scopo consisté principalmente nel dirigere il paese, con forze relativamente modeste, ad acquistare la sua piena indipendenza, ad assi­curare questa con l'unità e a fondere sull'unità uno Stato libero e civile, e si considera che l'Italia, nel 1861, era una, indipendente e libera, può dirsi che il successo non diede alla testa dei suoi uomini più rappresen­tativi.
E neppure le ulteriori realizzazioni, ottenute dal 1861 al 1876, fu­rono di poco conto.
L'unità d'Italia era consolidata, nella considerazione del concerto eu­ropeo e nei fatti, per l'acquisizione di Roma e del Veneto. Nel 1871, con la legge delle guarentigie, era stata data una soluzione ai complessi e delicati rapporti tra Stato e Chiesa. In politica estera Emilio Visconti Venosta aveva realizzato, con successo, il suo programma di conciliazione e di indipendenza.
In tutto il paese l'ordine pubblico era, ormai, garantito ma la libertà non era affatto sacrificata. Anzi, come riconoscevano i contemporanei l'Italia ha una Costituzione che viene applicata in modo da fare di essa uno dei paesi più liberi del continente europeo .3)
Lo Stato unitario garantiva, con i codici, la uniforme certezza del di­ritto ;4) e poteva confidare su un apparato amministrativo che, nella colla­borazione, non lesinò le energie.5*
3 Nel senso che, nel Risorgimento, l'aspirazione alla libertà politica fu indis­solubilmente connessa con l'aspirazione aE'indipendenza e poi all'unità si veda F. CHABOD, L'idea di nazione, a cura di A. Saitta e E. Sestan, Roma-Bari, Laterza, 1992, p. 77 e sgg,, il quale soggiunge: Variano, naturalmente, i gradi per così dire della libertà richiesta, altri essendo i desideri di Mazzini, altri quelli dei moderati: ma la lotta contro lo straniero fu ed apparve sempre in stretta connessione con l'idea di libertà interna.
3> Cosi E. DE LAVELEYE, Nouvelles lettre* d'Italie, Milano-Bruxelles, 1884, p. 67. Uno studioso americano, il Thayer, ha, in anni assai più vicini, osservato: Si è costantemente impressionati dal grado di libertà mantenuto dai governi italiani dopo H 1870, di fronte alla situazione caotica che la generazione del posttisorgimento ebbe ad ereditare (cosi in Italy and the Great War, Politics and Culture 1870-1915, Madison and Milwaukee, 1964, p. 52).
4> Si veda C. GHISALBERTI, La codificazione del diritto in Italia 1865-1942, Bari, Laterza, 1985, passim.
5) M. S. GIANNINI ha scritto: Proprio per il forte accentramento operato dalla corona e dal governo, può non essere azzardato ritenere che se fu questo il periodo in cui l'apparato amministrativo fu sottoposto alla pia dura disciplina, fu anche quello in cui realizzò risultar! straordinai-i accumulandosi un capitale fatto di prestigio e di rispetto, sulle cui rendite esso è vìssuto nei .periodi successivi, fino a che in certe amministrazioni non è stato speso definitivamente. [...] Sta di fatto che nel giro di vent'anni fu possibile rinnovare le infrastrutture, rimaste quasi ovunque immobili al livello settecentesco, e fu possibile creare quelle condizioni di partenza che 'permisero