Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia economica. Destra storica. Secolo XIX
anno <1996>   pagina <199>
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La politica fiscale della Destra storica 199
rica definirla di emergenza (locuzione della quale oggi tanto si abusa) ove:
a) si ricordi che essi conseguirono il pareggio e costituirono uno Stato, dovendo fare i conti con la inimicizia della Chiesa e dell'Austria, con la freddezza della Russia e della Prussia, con l'ostilità della pubblica opi­nione francese ed in genere dei cattolici in Italia, in Europa, nel mondo;
) si pensi che, nel 1861, alle gravi incertezze internazionali si aggiunge­vano gli spostamenti avvenuti negli interessi, le diffidenze verso gli uo­mini del passato, le conseguenze inevitabili vuoi dell'antico dispotismo, vuoi delle nuove libertà, le assenze quando non le opposizioni di molti I4) e le divisioni: tra nord e sud, tra moderati e democratici, tra laici e cat­tolici, tra città e campagna, tra borghesia e strati popolari;
e) si rifletta che, come l'esperienza dimostra, è più facile governare con metodi liberali un paese progredito che un paese arretrato; che il pro­blema amministrativo di un governo libero, difficile in sé, era, nel con­creto, difficilissimo perché il popolo italiano era vissuto politicamente organizzato in Stati distinti, con storia, leggi, costumi diversi e interessi non sempre identici e perché, al di là delle rilevanti discordanze regio­nali, v'era un contrasto ancora più profondo ed essenziale tra le idee liberali del nuovo diritto pubblico e le tendenze e le abitudini create dal diritto pubblico dei regimi assoluti preesistenti in gran parte d'Italia;
d) non si dimentichi che l'Italia, nel 1861, era ancora un paese eminen­temente agricolo (e dallo sviluppo agricolo fortemente diseguale), povero ed arretrato mentre gli Stati vicini, da anni, conoscevano una rapidis­sima espansione economica, industriale e finanziaria , privo, per la metà, di comunicazioni ferroviarie e stradali, analfabeta nei tre quarti della popo­lazione.
Su questo sfondo ben si comprende perché autorevole, e a più ri­prese espresso, fu il consenso all'opera degli uomini, che succedutisi al governo dal 1861 al 1876, risanarono il pauroso disavanzo delle finanze dello Stato e raggiunsero il pareggio.
Aver compreso questo imperativo ha scritto Chabod averne percepito la terribile importanza, costituisce gran titolo di gloria della Destra nei suoi ultimi anni di governo e, in particolare, la prova indubbia della qualità di uomo di stato di Quintino Sella, la testa forte e secca
14> Assente, in un modo o in un altro, furono parte della nobiltà, Assente un grandissimo numero di cattolici militanti . Assente o contrario, salva la paren­tesi di Ho IX, 1846-43, il clero [...]. E col clero, la totalità dei contadini (cosi G. VOLPE, L'Italia in cammino, Milano, Treves, 1927, pp. 14-15).