Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia economica. Destra storica. Secolo XIX
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1996
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201
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La politica fiscale della Destra storica 201
sta, cioè proprio sulla via che al senso europeo degli uomini del '700 era apparsa la via del male .I8)
Orbene, gli uomini della Destra storica capirono che l'ambiente andava mutando, che esso si rivelava assai meno propizio agli ideali ed in particolare a quello di nazionalità ed a quello di libertà ed assai più attento ai fatti . Non condivisero, ma capirono: lo dimostrano le riflessioni, le scelte, le indicazioni che diedero.20* Per questo in essi si rinforzò se ve ne fosse stato bisogno il convincimento, espresso in termini drammatici ed ultimativi, che il vero e pregiudiziale problema politico era quello finanziario e che occorreva affrontare qualsiasi impopolarità pur di salvare il paese dal dissesto economico: Supponete disse Sella ai suoi elettori in Biolio il 18 ottobre 1874 un nemico mortale dell'unità e libertà d'Italia. Io non so quale condotta più efficace al suo intento potrebbe tenere che spingendoci all'aumento di spese e trattenendoci dall'incremento del lavoro e del sacrificio, cioè dalle imposte *21)
Era quindi in gioco non solo l'unità ma anche la libertà del Paese. Occorreva accelerare i tempi nella sistemazione del bilancio statale perché essa era la necessaria premessa per lo sviluppo, in campo economico, di quelle iniziative che, sole, avrebbero evitato al paese un nuovo vincolo di dipendenza, quello dei paesi sottosviluppati.23 Il problema, in altre parole, non era e non fu soltanto quello di difendersi dalle accuse, dalle tentazioni, dalle iniziative politiche dei reazionari d'Italia e d'Europa, ma anche di evitare che il nostro paese, nel pieno dell'età dell'acciaio e del vapore, fosse condannato ad una condizione di dipendenza economica e
H) F. CHABOD, Storia dell'idea di 'Europa, Bari, Laterza, 1961, pp. 197-198; per la lustrazione delle politiche economiche post-liberali e quindi sul protezionismo, sul nazionalismo economico, sull'imperialismo si veda G. DE MARIA, I grandi sistemi coercitivi, Padova, Cedam, 1969, p. 61 e sgg.
19> Bonghi scrisse: [...] oggi hanno perduto valore certi prìncipii ideali, che hanno negli anni scorsi creato un certo vincolo comune di simpatia tra popolo e popolo, sicché la dignità e la coerenza dei partiti liberali è consistita nel professarli a dispetto d'ogni apparenza di contralio interesse. Oggi, non basta, che una nazione parli di rivendicare il diritto suo, perché trovi aiuto, non diciamo di mano, ma neanche d'augurio; e alla libertà stessa si offre un culto meno spassionato [...], Rassegna Politica del V novembre 1871, in Nuova Antologia, XVIII (1871), p. 679.
2) Si veda lo splendido ritratto di Emilio Visconti Venosta in contrapposto a quello di Bismarck in F. CHABOD, Storia della politica estera, eh., pp. 587-588.
21> Cosi Q. SELLA, in Discorsi parlamentari di Quintino Sella, Roma, 1887, voi. V, p. 873.
22) Si veda EJ. HOBSBAWM, Il trionfo delta borghesia, 1848-1875, Bari, Laterza, 1976, p. 374.