Rassegna storica del Risorgimento

1845 ; RIMINI ; ROMAGNA
anno <1921>   pagina <341>
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3 ì casi di Romagna Mi
Forlì, la notte stessa del 25, e la mattina successiva fu raggiunta dalle altre compagnie., dai dragoni, e dall'artiglieria volante, con due pezzi. Il ten. colonnello Stanislao Freddi, tristamente fa­moso nelle Eomagne, prese il comando generale della truppa, e l'attacco fu stabilito per l'alba del 28, nel modo seguente: una colonna dì 100 volontari, insieme con due distaccamenti misti di carabinieri e di volontari, forti di 130 uomini, e agli ordini dei marescialli Moschini e Zambelli, doveva tagliare la ritirata agli insorti, mentre altri drappelli, appostati in vari punti dello stra­dale di Cesena, avrebbero tenuto aperte le comunicazioni. Al resto delle truppe, sarebbe toccato di occupare Rimini
Quanto alle altre località, dove maggiore era il pericolo di torbidi, appena avuta notizia dei moti del 23 settembre, si era provveduto a inviarvi rinforzi. Il card. Legato di Urbino, che già dal giorno 18 aveva stabilito nel luogo detto il Tavolato, una pic­cola colonna mobile di Carabinieri e volontari, per impedire ogni contatto tra i rivoluzionari romagnoli e le popolazioni del Mon­tefeltro. ordinò infatti che, oltre a un immediato rinforzo di 200 uomini, nella sua città si concentrassero le sette brigate della tenenza dei carabinieri di Gubbio, e quelle dell'altra tenenza di Macerata Feltria; che le tre brigate di Massa Trabaria, accre­sciute da un conveniente numero di volontari, si radunassero, alla loro volta, a S. Angelo in Yado, da dove i rivoluzionari del Montefeltro avrebbero potuto facilmente passare nel Perugino, e che nel punto detto il Cappone, sullo stradale da Pesaro a Ur­bino, esposto a incursioni dalla Romagna, vigilassero altre tre brigate- H presidio poi di S. Leo, città vicinissima a Rimini, composto di una sola colonna mobile di 30 individui, fu rinfor­zato' con le tre brigate di carabinieri di Montefeltro, e con i volontari di S. Agata, che dovevano impedire nello stesso Mon­tefeltro il passaggio di bande annate, e tenere d'occhio, sopra­tutto, il sempre fatale S. Marino, perchè, (riportiamo le parole con le quali la tenenza dei carabinieri di Urbino disponeva per gli accennati provvedimenti), non erutti i perniciosi soggetti, che a giorni addietro nutrì all'ombra di quella dannosissima repub­blica . (1)
(1) Per vigilare le persone che andavano o venivano dì colà, si creò inoltre a Veruconio ti ti apposito distaccamento di 20 uomini, al comando di un sottufficiale,