Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia economica. Destra storica. Secolo XIX
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1996
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207
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La politica fiscale della Destra storica 207
nel 1865, si introdusse un autonomo tributo sul reddito dei fabbricati con ciò riducendo il problema della perequazione individuale alla sola imposta sulla terra e dando vita ad un'imposta che si rivelerà foriera di buoni risultati.50*
Nel 1864, sul fronte della ricchezza mobiliare (la cui tassazione era stata volutamente trascurata nell'Italia papalina e borbonica), si abbandonò il vecchio sistema sardo-piemontese che procedeva per sintomi e presunzioni e si introdusse un tributo uniforme in tutto il regno, unico e diretto, per contingente, residuale e reale, sul reddito mobiliare netto, risultante dalla dichiarazione controllata: tributo, sotto alcuni profili (quello della discriminazione qualitativa dei redditi), più moderno della stessa income tax inglese, che fu apprezzato e lodato dalla letteratura italiana e straniera e che mostrò una grande elasticità nel gettito e la capacità di superare diverse valutazioni politiche, diversificate esigenze economiche, modificati assetti sociali: fu l'asse portante dell'ordinamento tributario italiano fino al 31 dicembre 1973.
Con riguardo ai tributi indiretti sugli affari (quali le imposte di registro, di successione, di bollo) l'opera di unificazione fiscale non fu miope, si ispirò (non alla disciplina delle antiche province ma) al modello transalpino comune a tanti Stati preunitari e non mancò di mitigare la durezza delle leggi piemontesi. Anche l'imposta sul macinato fu diversa, nella sua disciplina, dagli omonimi antecedenti, fu un tributo nuovo, la prima grande imposta di fabbricazione.
Ma v'è di più. Nei tre lustri (dal 1862 al 1876) il gettito delle imposte dirette sui redditi e delle imposte indirette sui trasferimenti della ricchezza sempre prevalse su quello delle imposte sui consumi e dei mo-
pressione fiscale sulla proprietà fondiaria (ed i proprietari fondiari erano il nucleo del ceto dirigente); per la vitale importanza degli interessi economici colpiti in quello specifico contesto; per la diversa ripartizione regionale del sacrifìcio in un paese di recente unità e quindi vieppiù sensibile al contrasto degli interessi locali e particolari; per la abolizione di tutti i consolidati .privilegi.
**> Lo rilevò Luigi Einaudi quando osservò che il diverso andamento del gettito delle due imposte, in diminuzione quella sul terreni ed in aumento regolare e continuo la seconda, sui fabbricati, era derivato sì dall'incremento della popolazione delle grandi città e dal conseguente incremento dei redditi dei fabbricati civili ed anche dal progresso delle industrie che diede maggior copia di materiale imponibile per i fabbricati industriali, ma soprattutto dalla maggióre elasticità dei metodi di accertamento. Ed al riguardo soggiunse: Non essendo l'imposta sui fabbricati distribuita per contingente, come era quella sui tenreni, e non facendo perciò d'uopo mutare le relazioni tributarie fra regione e regione ad ogni revisione dell'imposta, l'amministrazione finanziaria potè trovarsi di fronte i contribuenti singolarmente presi ad uno ad uno e potè più facilmente crescete i redditi imponibili quando, in realtà, essi erano cresciuti, impresa non facile nel sistema dell'imposta sui terreni (così L. EINAUDI, La guerra e il sistema tributario italiano, Bari, Laterza, 1927, pp. 11-12).