Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia economica. Destra storica. Secolo XIX
anno
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1996
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pagina
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210
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210 Gianni Marongiu .
Si trattò di una scelta strettamente conseguente alla consapevolezza che occorreva creare una solidarietà nazionale assolutamente estranea alla storia italiana antecedente, la morale civile, la morale laica del cittadino e del combattente, che trascende gli stessi interessi individuali o di gruppo nella dedizione a una causa superiore .58) Per concedere qualcosa alla retorica occorreva creare un popolo forte dei suoi diritti ma consapevole anche dei correlati doveri.
Non era cosa da poco in una nazione in cui pigrizia, apatia, spirito semi anarchico, sanfedismo, conformismo, erano il retaggio della lunga durata di regimi assoluti cui era estraneo un effettivo governo. ) Orbene se nel giugno del 1861, quando Ricasoli assunse la tremenda eredità di Cavour, occorreva agire sulla massa degli indifferenti ed estranei, ahimé vastissima, come quella che raccoglieva il grosso della popolazione ignorante, sfiduciata e misera ,60) ebbene è certo che quella politica fiscale non può non essere definita impopolare .
Se si assume la locuzione impopolare nel senso di non amato dal popolo è impossibile non essere d'accordo: uno sforzo collettivo così imponente quale quello chiesto a quelle lontane generazioni non poteva essere amato e non fu amato né dalla maggioranza ignorante , sfiduciata , indifferente , né dalla minoranza ancorché colta e consapevole. Ma al riguardo non bisogna dimenticare che nessun ministro delle Finanze è mai stato amato. Una politica fiscale purchessia ha così scarse probabilità di essere amata dai contribuenti che la Costituzione della Repubblica, pensata e dettata per un popolo istruito, motivato e partecipe, vieta il referendum per le leggi tributarie , vieta, cioè, il riscontro del' l' amore . Onde, oggi, verificare se una politica fiscale possa essere amata è addirittura contrario alla Costituzione.
Quel ceto dirigente non coltivò, quindi, l'illusione di essere amato ma cionondimeno non si arrestò di fronte alle scelte che esso riteneva opportuno fare: lo ricordo perché oggi si dice e si scrive che è proprio il timore di perdere il consenso che paralizza ed impedisce anche le scelte necessarissime.
Sella, che di quella politica di duro e generalizzato prelievo fu uno degli artefici, antepose alla seduzione dell'applauso popolare del momento Ja fiducia nella tarda giustizia che gli avrebbero reso il tempo e il suc-
*> Così G. SPADOLINI, L'eredità della Destra storica, in L'autunno del Risorgi-mento, Firenze, Le Mounier, 1971, pp. 276*277.
*> Si veda V. EROSIMI, Sicilia rossa e nera, in J7 Mondo e l'eredità del Risorgimento, Acireale, Bonanno ed., 1987, p. 39 e sgg.
6) Così N. ROSSELLI, L'opera della Destra, cit., p. 217.