Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia economica. Destra storica. Secolo XIX
anno <1996>   pagina <214>
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Gianni Marongiù
rità consapevole, utile ed equa, poteva ingenerare nelle sue concrete ap­plicazioni, ed infatti ingegnerò, dissensi anche tempestosi, ma non distacco e divorzio. E così qualcuno sperò in un fisco meno duro e severo ed altri lo promise. Ma il rispetto generale per gli sconfitti (del 1876) non venne mai meno proprio perché quel partito cadde per non essere di­venuto, nella sua grande e passeggiera potenza, una consorteria interessata: amici ed avversari oggi sono concordi su per giù a giudicarlo così . Ecco perché non si deve temere l'impopolarità fiscale. Se popolarità vuole dire amore è inutile cercarla imponendo tributi. Se significa stima la si può acquisire.
L'attenzione per i profili applicativi e gestionali nella disciplina delle entrate e delle spese.
Quella politica fiscale che solo per comodità chiamo ancora impo­polare ebbe, quindi, un significato ed alcune conseguenze che vanno ben al di là del conseguito, ed importantissimo, pareggio.78* Suscitando dissensi, ed anche forti, innescò (nel 1876) il meccanismo dell'alternanza al potere che si realizzò proprio a seguito della mancata approvazione di un prov­vedimento tributario quasi che quella felice coincidenza volesse, ancora una volta, dimostrare quanta importanza hanno avuto, nella storia delle istituzioni parlamentari, le contese fiscali.79*
Chiamando a contribuire tutti,80* essa rese nazionale e popolare quel­l'edificazione della casa comune (per usare una metafora) che, nella sua impostazione e realizzazione strettamente politica era stata opera di una élite: infatti, anche quanti erano rimasti estranei al Risorgimento gran parte della popolazione rurale, soprattutto meridionale e buona parte dei cattolici ne pagarono il conto. Coinvolgendo tutti, rese impossibile
torti vincoli attraverso cui la ipolitica umana può unire i governanti al popolo. Crea tra essi una comunione d'interessi e un'analogia di sentimenti che ben pochi altri governi sono riusciti a raggiungere, senza i quali, però, un governo denera in ti­rannide.
Questo giudizio non fu soltanto di P. TUKEBLLO, Governo e governati in Italia, Bologna, 1882, ma anche di V. TORRACA, I meridionali alla Camera, Napoli, 1877, jp. 25 e il Tonaca fu un esponente della sinistra.
TO Che proprio quanti più duramente si batterono per ottenerlo mai considera­rono definitivamente acquisito; si veda l'intervento del Sella alila Camera il 25 maggio 1877, in Discorsi parlamentari, cit,, voi. V, pp. 394-395.
TO Sull'Opinione del 20 marzo 1876 Dina scrisse: La vicenda del governo rappresentativo comincia ed un grande esperimento si deve compiere.
*D Minghetti annunciando il sospirato pareggio del bilancio, il 16 marzo 1876 disse: Questi risultati, o signori, sono dovuti alle virtù del popolo italiano.