Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia economica. Destra storica. Secolo XIX
anno <1996>   pagina <217>
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La politica fiscale della Destra storica 217
tanza, vi si concentrarono le attribuzioni che spettavano alle direzioni compartimentali del demanio e delle tasse sugli affari, delle imposte di­rette, del catasto, dei pesi e delle misure, delle gabelle: fu così raccolta la direzione dei vari servizi finanziari dapprima disseminati in speciali direzione compartimentali .S9)
Su un piano diverso, non ci si limitò a sfruttare la operosità di quell'apparatow conseguente, ritengo, non solo ad una convinta dedi­zione ma anche al fatto che esso lavorava senza uno statuto e con poche garanzie 9I) ma si cercò di migliorarne le capacità tecniche e professionali, doti che i ministri stessi mostravano di possedere e di uti­lizzare.9 Così quando Sella, nel 1869, tornò al ministero delle Finanze e Perazzi, preoccupato per la gestione dell'imposta sul macinato, gli scrisse che all'amministrazione manca la vita e tale indifferenza mi tormenta, perché non vi ha forza di volontà d'uomo che possa tenere vivi migliaia di contatori, sparsi in migliaia di mulini, senza l'aiuto, la cooperazione dell 'amministrazione [...] , ebbene nacque, in Sella ed in Perazzi, l'idea di affidare l'attuazione e l'amministrazione della tassa ad un corpo spedale alFinfuori del ruolo deU'amministrazione burocratica ordinaria.
Nel 1870, attraverso l'istituzione delle tre direzioni tecniche comparti­mentali e la creazione, in ogni provincia, di un ufficio del macinato, l'amministrazione della tassa assunse una autonoma fisionomia organizza­tiva, basata su quadri a prevalente formazione tecnico-economica, che il paese conobbe come ingegneri del macinato ed i cui criteri di recluta­mento e di status giuridico furono, anch'essi, decisamente innovativi: nelle promozioni fu anteposto il merito all'anzianità. Questi ingegneri fu­rono l'esplicazione del disegno di Sella di creare un nuovo tipo di funzio­nario fiscale adeguato ai nuovi sistemi tributari informati a criteri scien­tifici e ad essi Sella confidò di affidare l'amministrazione di tutte le
*> Così G. FINALI, La finanza italiana. Sua storta e suoi problemi, in Nuova Antologia, XXXII (1885), p. 247.
* Si veda alla nota 5.
W Così S. CASSESE, Le basi del diritto amministrativo, nuova edizione, Torino, Einaudi, 1991, p. 16.
99 Nell'amministrazione Sella una cosa merita specialmente di essere avvertita ed è la mano vigorosa del miniatro, che seppe imprimere a tutti i servizi un impulso sconosciuto finallora. Il metodo d'osservazione, die già aveva acquistato al Sella una bella fama fra gli scienziati, gli servi assaissimo nella gestione delle finanze pubbliche, le quali ebbero, durante il suo ministero, una vera e propria statistica economica. Gli studi sulle nuove imposte, i progetti di legge erano, ogni volta, corredati da tdazioni e da prospetti, dove venivano passati minutamente in rassegna tutti gli ele­menti di fatto che sconsigliavano, oppure raccomandavano, una data provvigione {così P. MAESTRI, L'Italia economica nel 1868, Firenze, Qvelli, 1868, p. 328).