Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia economica. Destra storica. Secolo XIX
anno <1996>   pagina <219>
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La politica fiscale della Destra storica 219
creazione del fondo di riserva e di quello per le spese impreviste, e abo­liva i mandati provvisori che avevano dato luogo a seri inconvenienti. Per effetto della stessa legge in ogni ministero e alle dipendenze di cia­scun ministro fu introdotto (accanto al personale del ruolo amministrativo) quello del ruolo contabile, operante nella ragioneria centrale,
I risultati di tutti questi sforzi si videro, allora e nei decenni succes­sivi, se Marcello Soleri, ricordando la propria opera di ministro delle Finanze nel governo Bonomi (succeduto, nel giugno del 1921, a Giolitti) scrisse: Ebbi la più devota e sagace collaborazione di quella magnifica burocrazia competente, appassionata, fedelissima e proba, che ancora ri­sentiva e continuava le tradizioni di Quintino Sella, da lui saldamente impiantata e costituente con le magistrature giudiziarie e amministrative un solido capitale dello Stato italiano .98)
II pareggio come regola proposta ed accettata per il rispetto della società civile intera.
Importantissima, quindi, fu, per l'opera di risanamento, l'attenzione per la buona, corretta e quotidiana amministrazione. Ma da sola non sarebbe stata sufficiente. Il successo arrivò anche perché si impose una re­gola che fu generalmente accettata, seppure non egualmente applicata. Fu accettata dal Monarca99*, dagli impiegati dello Stato,100) dall'opinione pubblica .101) Fu condivisa dalla stessa opposizione. Una volta al governo Depretis, che fino al dicembre del 1877 fu anche Ministro delle finanze, dichiarò che non avrebbe speso una lira in più delle entrate e la Sinistra mantenne il bilancio in avanzo almeno fino al 1881.
H fatto è che, con la ossessiva politica del pareggio, quel gruppo dirigente non intese solo adottare una politica economica suscettibile di produrre conseguenze economiche desiderabili e non intese neppure salva­guardare solo l'onore e la credibilità del paese, dell'Italia unita, ma volle ancorare la politica fiscale ad. un principio, sancire la vigenza, in un re­gime costituzicmale flessibile, di una regola di costituzione materiale so-vraordinata alle mutevoli e contingenti scelte. Atteggiamento ancora più apprezzabile perché, né nello Statuto, né nella prassi costituzionale, esi­stevano limiti alla spesa.
In assenza di una disciplina costituzionale delle decisioni di spesa pubblica e anticipando una regola sancita decenni dopo dall'art. 81 della
*> Cosi M. SOLERI, Memorie, Torino, Einaudi, 1949, p. 118.
"> Quando accettò la riduzione della lista,
io Quando accettarono 'la riduzione dello stipendio.
MH) Quando pagò anticipata l'imposta sui fabbricati.