Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storiografia. Secolo XIX
anno
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1996
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pagina
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228
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Giovanni Pillinini
la prigionia e ìl processo. Nella prima, che è del 22 giugno, si può leggere questo passaggio:
[...] da molto tempo suonava nella terra straniera, ove amore di patria ci aveva balzati, una voce sommessa che assecurava esser la Sacra Maestà Vostra pronta a compire il desiderio di tanti secoli ed a ridonare alla Italia divisa ed avvilita l'antica sua gloria e possanza ed ultimamente, a causa della distanza che esagera sempre la verità dei fatti, si diceva in tuono più alto che i moti di Calabria erano dalla Vostra Maestà tacitamente secondati per cominciar da essi la gloria che, secondo ogni apparenza, dal Cielo Le è riserbata [...]
Per questo, continua Attilio, si erano decisi ad accorrere solleciti a versare il loro sangue a vantaggio di chi si proclamava campione d'Italia . Ma, poco dopo essere approdati in Calabria, avevano dovuto riconoscere di essere stati crudelmente ingannati .l7)
Crudelmente ingannati da chi? Da voci sparse ad arte fra i patrioti di Corfù da parte di agenti provocatori, incaricati dal governo napoletano di indurre i Bandiera alla spedizione per condurli a sicura rovina, come sosterrà più tardi Mazzini nel suo notissimo opuscolo Ricordi dei fratelli Bandierai 18) Non pare credibile. È più probabile invece che si faccia allusione ad un voltafaccia del re, dopo che questi aveva lasciato circolare, per scopi tutti suoi, le voci di una sua disponibilità verso certe istanze liberali.
Non avendo ricevuto risposta, Attilio, temendo che la lettera non fosse giunta al sovrano, ne inviò due giorni dopo una seconda, sostanzialmente uguale alla precedente, accompagnandola però con una missiva diretta a Del Carretto. Al ministro scriveva una seconda volta il 2 luglio:
Il rivolgimento delle cose italiane [...] è già prossimo ed inevitabile [...] continuo sempre nel pensiero di proporre a S. M. di prendere, sino a che ha tempo, le redini di questo focoso destriero.
Parole da cui emerge il tentativo di Attilio di trasformarsi da patriota deluso nelle aspettative da lui riposte nel sovrano, a suo persuasore per indurlo ad assumere il ruolo di artefice del riscatto nazionale. Attilio aggiunge poi quanto abbiamo ricordato all'inizio e cioè che egli desiderava un abboccamento col Ministro allo scopo di rivelargli il vero stato delle cose patrie , da cui sarebbe risultato che l'impresa dei due fratelli non era poi cosi pazza come poteva a prima vista apparire e inoltre
17> In PIERANTONI, op. cìt.t pp. 427-428.
*8> L'opuscolo del Mazzini in SEI, XXXI, Imola, 1921, pp. 17-81.