Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storiografia. Secolo XIX
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1996
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234 Francesco C. Volpe
stati ;8) alla guerra per bande si sarebbe dovuto ricorrere solo in seguito, per fronteggiare l'offensiva delle forze controrivoluzionarie .9)
Il Mazzini, dunque, nell'immediato, non poteva non sconsigliare Tini-presa (come faceva contemporaneamente, da Malta, il capo della Legione Italica , Nicola Fabrizi); ma ora, riflettendo, post eventum, sul generoso e sfortunato tentativo, non poteva farlo oggetto di generica e paternalistica deplorazione, riconoscendone, al contrario, il valore e la funzione in termini di pedagogia rivoluzionaria ed affratellatrice. Quest'ultimo aspetto rileverà, in seguito, il De Sanctis nelle sue lezioni del '72-'73, scrivendo che i Bandiera vennero a dare un pegno al Mezzogiorno d'Italia de' sentimenti che nutrivano gl'Italiani del Settentrione .I0)
Sulla tesi dell'inganno, o del tranello , era frattanto tornato, nel 1848, uno storico di ispirazione neoghibellina , Atto Vannucci,U) aggiungendo di suo un accenno al tradimento del Boccheciampe, da lui dato per certo, mentre Mazzini non aveva escluso che il còrso potesse chiarire un giorno la propria posizione, nel qual caso ogni accusa sarebbe caduta * e il genovese si sarebbe assunto l'obbligo di fargli ammenda onorevole ,n) Lo scritto vannucciano è, per il resto, una mera parafrasi dei Ricordi, attraversata da preoccupazioni retoriche e di intento più che altro celebrativo.
L'episodio Bandiera, oggetto di volta in volta di esaltazioni e apologie o di polemiche e deprecazioni, tutte in varia guisa coinvolgenti la figura del Mazzini, assume un valore periodizzante in quanto segna l'acme della crisi del mazzinianesimo e dei suoi metodi e programmi: da una parte ha scritto Emilia Morelli la Giovine Italia riceveva nuova luce dal martirio dei fratelli Bandiera; [dall'altra] la grandezza del sacrificio, la notorietà dei fucilati del vallone di Rovito, si ritorceva, [,..] da molti, un'altra volta, contro chi non aveva nessuna responsabilità diretta .u' Si riapriva, in altri termini, ma questa volta con maggiore animosità e con l'apporto determinante di singole figure di ex mazziniani, quel ricor-
*> Crr. F. DELLA PEKUTA, I democratici e la rivoluzione italiana, Milano, 1974, pp. 307-308.
5) Ivi. Ma, informa lo stesso Della Peruta, l'atteggiamento del Mazzini mutò, a favore dell'iniziativa prioritaria della guerra per bande, dopo il fallimento dell'insurrezione del '53, quando il presupposto di una generale situazione di tensione insur-reziooaile esistente nel paese non fu visto 'più come irrinunciabile.
W F. DE SANCTIS, La scuola cattolico-liberale e il Romanticismo a Napoli, a cura di C. Muscetta e G. Candeloro, Torino, 1953, p. 94.
W A. VANNUCCI, I martìri della libertà italiana dal 1794 al 1848, a cura di E. Fabietti, Firenze, 1934, voi 2", pp. 176-198 (1* ed. Firenze, Lemonnier, 1848).
u> G. MAZZINI, I fratelli Bandiera, ck., p. 59, richiamo a pie di pagina contrassegnato da asterisco.
E. MORELLI, Giuseppe Mazzini, in Nuove Questioni di Storia del Risorgimento e dell'Unità d'Italia, Milano, 1961, voi. 2, p. 121. Cfr. anche E. MASI, Il Risorgimento italiano, voi. 2, Firenze, 1917, pp. 1.-4.