Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storiografia. Secolo XIX
anno <1996>   pagina <239>
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I fratelli Bandiera nella storiografia 239
perché dessa quasi sempre per natura è imprudente e per bisogno corrotta. È da rivolgersi di preferenza ai ricchi, ai forti ed ai dotti, negligendo i poveri, i deboli e gli ignoranti .42) In questo annotava Salvemini nel 1905 Ì veneziani si discostavano notevolmente dal Mazzini e dalla sua teocrazia popolare : Mazzini non poteva concepire un moto rivoluzio­nario senza la partecipazione del popolo ; i Bandiera, educati nell'ar­mata austriaca, la escludevano .43) In ogni modo scriverà assai più tardi Antonio Monti alla spedizione dei Fratelli Bandiera del 1844 non si può certo attribuire il carattere di guerra di popolo perché Ì Ban­diera con i loro compagni non provenivano dal popolo; [il loro] fu un movimento di indipendenti della borghesia e delle classi superiori; né si può dire che il movimento fosse mazziniano, per quanto di fede mazzi­niana fossero i capi .44) La tesi del Monti è, nel suo complesso, condivi­sibile, soprattutto in rapporto al carattere elitario di certe particolari con­cezioni dei Bandiera. Non ci trova, invece, d'accordo la distinzione posta tra il mazzinianesimo dei capi e gli orientamenti prevalenti tra i compagni. Se questi ultimi non si fossero sentiti mazziniani, come e perché avrebbero liberamente aderito ad un progetto insurrezionale che indubitabilmente si ispirava all'insegnamento del genovese, pur se non confortato dalla sua personale approvazione?
Sui comprensibili, umani tentennamenti dei due fratelli di fronte alla eventualità della pena suprema si soffermerà, ai primi del '900, il Pieran-toni, autore di quella che è la più vasta opera d'assieme dedicata alla spedizione Bandiera .45) Riportando un ampio brano del Gualterio, nel quale si riferiva di uno scritto del legittimista francese d'Arlincourt sulla pre­sunta professione di fede monarchica contenuta nella lettera inviata, alla vigilia della condanna, da Attilio a Ferdinando II, Pierantoni, pur ammet­tendo che sostanzialmente questo scrisse Attilio , richiama lo statuto della società Esperia , atto a suo parere a dimostrare quale fosse veramente la fede politica di Attilio . E che questa fosse repubblicana è provato anche dai Manifesto ai Calabresi diffuso al momento di intra­prendere la spedizione. La corrispondenza degli ultimi drammatici giorni
*9 II testo dello Statuto è diportato parzialmente, e con sobrie note di com­mento, in M. STRÀMACCI, La vera storia dei fratelli Bandiera, Roma, 1993, .pp. 33-40; per le citazioni, cfr. p. 39.
*3) G. SALVEMINI, Mazzini, Messina, Trimarchi, 1905, ora in Iix, Scrìtti sul Risorgimento, a cura di P. Pieri e C. Pischcdda, Milano, 1973, pp. 145-251 (p. 216).
W A. MONTI, Guerra regia e guerra di popolo nel Risorgimento, in Questioni di storia del Risorgimento e dell'Unità d'Italia, a cura di E. Rota, Milano, 1951, p. 190.
*) R, PIERANXONI, Storia dei Fratelli Bandiera e loro compagni in Calabria, Mi­lano, 1909.
*> Cfr., per tutto, R. PIERANTONI, op. cit., pp. 418-423.