Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Archivistica
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1996
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Libri e periodici 251
novecchia, cui segue una lunga passeggiata per le vie della città. La passeggiata è un momento del rito possessorio. Analoghe cerimonie si svolgono nelle pertinenze di Lanciano, cioè a S. Maria Imbaro, Villa Stanazzo, Pietra Co-stanrina, Mozzagrogna, Treglio e Villa Scorciosa; per la circostanza viene concessa la grazia ad alcuni condannati per reati vari, i quali escono dalle carceri allora situate nel centro della città. Il Mastrogiurato è naturalmente presente: bacia la mano al legato del D'Avalos in segno di ossequio e vassallaggio con comune applauso ed allegrezza di tutti Ì cittadini.
Quella città che il 25 settembre 1302 aveva infranto con una rivolta sanguinosa il dominio feudale del poco pietoso e immite barone di Fiandra (come scrive Croce) e che nel 1647 aveva trovato in Carlo Mozzagrugno il suo Masaniello, plaudiva festosa ai nuovi dominatori.
Francesco Paolo D'Orsogna ci ha fornito una precisa e articolata ricostruzione, splendida come un arazzo, di quel momento infausto della storia della nostra città, in cui si fusero voracità e superbia dei potenti con il servilismo de. sudditi dimentichi della loro antica dignità.
GIOVANNI NATIVIO
EDGARDA FERRI, Maria Teresa. Una donna al poterei Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1994, in 8, pp. 310. L. 32.000.
Con la pace di Vienna del 1738 viene accettata la Prammatica Sanzione, un decreto che Carlo VI, più che mai previdente, aveva predisposto ed emanato, non avendo figli maschi, per abrogare l'antica legge salica e quindi per passare la corona di diritto alla discendenza femminile. Quando l'imperatore d'Austria muore, due anni dopo l'accordo viennese, Maria Teresa d'Asburgo, sua unica erede, sale sul trono appena ventitreenne, da quattro anni sposa innamorata di Francesco Stefano di Lorena; ma non vanno facili i primi tempi del regno per l'imperatrice, perché le contestano il potere, irrispettosi del trattato concordato, Federico Augusto III di Polonia, Carlo Alberto di Baviera, Federico II di Prussia, Luigi XV di Francia, Carlo III di Napoli e Filippo V di Spagna, per citare i più autorevoli fautori della guerra di successione austriaca, che dura otto lunghi anni e si conclude con la pace di Aquisgrana (1748), la quale segna, pur con alcuni dimensionamenti territoriali e con la cessione di alcuni diritti, la vittoria politica, più che militare, dell'abile e austera sovrana, ma, quel che più conta, costituisce l'avvio dell'equilibrio che per quasi -mezzo secolo caratterizza l'Europa.
Di questa imperatrice illuminata s'interessa, in una biografia accortamente studiata e ordinata, Edgarda Ferri, che pubblica appunto Maria Teresa. Una donna al potere con l'editore Arnoldo Mondadori, un libro che si pone con particolare prestigio nella serie dei volumi di divulgazione storica, ai quali tanto successo sta arridendo negli ultimi anni, un po' perché sono di piacevole lettura, un po' perché soddisfano le tendenze oggi di moda, in questo caso in direzione in certo senso femminista, ma soprattutto perché danno la possibilità di conoscere le vicende della storia europea, cioè in fondo di agganciarsi alle radici della nostra cultura e all'origine dell'itinerario civile che percorriamo.