Rassegna storica del Risorgimento

1845 ; RIMINI ; ROMAGNA
anno <1921>   pagina <346>
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Ottorino Mmiknovesi
circa, dì defcw. strada, mi incontrai in un corpo dì faziosi urinati, ohe et sca­ricarono contro; ma bone, e con coraggio di tutti li carabinieri, gli rispon­dessimo, por oui, fugati li fitariosi, avessimo libera la strada. Proseguissimo il camino designatomi, ma sulla strada principale, a poca distanza da questa locanda postale, di nuovo altri faziosi armati, di furto numero ci scaricarono addosso, ed altrettanto facessimo noi su loro, e vidi anzi cadere a terra, dai nostri colpi, due di quei[faziosi, ohe poi ho saputo che furono:i due soldati di Linea Foresti iGiiuìio, vestito alla borghese, drAOnsi,-voi. della 6* C.ia. Liberati anche da questo secondo scontro:,, dj* che li faziosi si sbandarono, seguitammo per la caserma di S. Francesco, obbligati però quando quando scaricare, in risposta di altre scariche ci venivano fatte. Pervenuto final­mente col mio picchetto, seguitandomi sempre alle spalle il secondo, in vi­cinanza dell'ingresso della caserma di S. Francesco, vidi di qua e di là dei f ucilieri armati,- messi in linea di battaglia, ed riPongrcssQj Btt pezzo di can­none. Questa cosa mi accertava ohe la Linea non fosse vinta o defezionata}, mi avvicinai a loro, e domandai subito dell'ufficiale di guardia. A questa mia domanda, si presentarono invece colle armi molti fucilieri e molti faziosi;, ifìr tiniandomi la resa.
Circondato ovunque dai medesimi, fui costretto cedere lo. armi cos miei dipendenti, e fossimo arrestati e tradotti in secreta.
Il secondo picchetto poi, avendo avuto tempo, si ritirò oolT ispettore di polizia, Bossi, sortendo da Porta Marina, il quale, eoo il Én di v. brig. 05 piedi, Bargili; Mota-razzi e Livraghi, car>, sf rifugiarono a Pesn/iroj.efl il vk bi Bedcsohi, con gli altri, andiede nelle vicinanze di Rimili i, e mediante Potuto . del sergente Gio: Batta Monticelli, riunì vari volontari, e così si portarono a Doriano, unendosi col mar. Zambolli in colonna volante.
In caserma vi erano rimasti il ear, Mazzotti Domenico, Battistòlii Bm> nardo e voj. Boschetti Francesco e Mancini Sante, i quali pure, dopo mezza notte, furono costretti a cedere la caserma, e fotti similmente prigionieri. E qui mi sarebbe necessario notare il danno sofferto dai carabi uteri, ohe; sono rimasti spogliati quasi del tutto, di cui riserbomi pe;ro riiuiettero- un nota alla Superiorità, per lo dovute provvidenze.
All'atto della sommossa, i ribelli potevano essere duecento cinquanta eirca, che poi crebbero fino ni mille e pùi, non numerandosi fra loro persona nobile di questa città, ma solo cittadini, artisti e plebaglia di questa ditìsa> non solo, ma anche di rifugiati sammarinesi', ed alM di quella RepnbbboSj: alla cui tosta Pietro Renzi, olio si firmava come capo politico col grado di capitano, Celli Antonio emigrati in Francia, Brandii Angelo, Ponzini Attilio e Grandi Giacomo, col grado di ufficiale.
11 suddetto Ronzi, il giorno 26 (sic) stante si presento alla Magistratura, addomandando quindici mila sondi e lasciar libera la città: gli fu risposto non aver fendi, causa della fabbrica del teatro, e se ne partile poco dopo il Benzi stesso ufficiò la Magistratura sadotta per lo slojitso di dieciiniìa scadi.