Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Archivistica
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1996
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pagina
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252
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252 Libri e periodici
Gli operatori dell'editrice Mondadori su questo filone insistono a ragion veduta: oltre a raggiungere i buoni fini economici che si propongono, perché edizioni del genere vanno bene sul mercato d'oggi, concorrono a svolgere un'opera di informazione storica, indubbiamente utile a chiarire importanti passaggi delle vicende trascorse nei nostri ambiti e a spiegare alcuni rapporti di causa e di efletto determinanti alcune svolte che interessano pure la vita dei giorni nostri.
Dalla nascita, il 13 maggio 1717 a Vienna, Maria Teresa Walburga Amalia Cristina d'Asburgo fino alla morte, il 29 novembre 1780 sempre a Vienna, vive intensamente le sue giornate tra il disbrigo delle pratiche di corte, le preoccupazioni di rispondere in pieno alle attese che in lei ripongono i sudditi, le ansie della sposa e della madre premurosa, le tensioni che le danno i rapporti diplomatici e politici con le altre corti europee. Ci pare che sia emblematica di tutta la sua esistenza la frase pronunciata in fin di vita per rispondere al figlio Giuseppe, che, vedendola raggomitolata sul divano, un greve, ansimante fagotto di bianchi merletti impregnati di sudore e sete nere disfatte , le fa notare di stare in posizione malagevole: Per morire, sto anche troppo comoda ; queste ultime sue parole sono la conclusione di un'esistenza consumata tutta intera nello sforzo di adattarsi alle situazioni per conoscerle al meglio possibile e per sfruttarle nella maniera più conveniente al buon governo della cosa pubblica, ma anche della famiglia.
Se rifacciamo passo passo l'itinerario biografico di Maria Teresa e ci soffermiamo ai momenti più significativi del percorso, ci rendiamo conto della personalità dell'imperatrice, la cui azione si svolge sui due binari paralleli degli affari di Stato e delle faccende di famiglia, e siamo portati a definire la modernità di una sovrana, che s'impone all'Europa per l'assennatezza delle sue decisioni e per il coraggio delle intraprese che sostiene, ma riesce a dare allo stesso tempo alla vita familiare calore ed equilibrio. Bisogna pur dire che ogni tanto i due binari s'incrociano in scambi giovevoli, quando gli acconciamenti matrimoniali tra famiglie regnanti, per esempio, giovano al buon gioco politico e diplomatico tra le corti europee e al mantenimento del potere imperiale.
Incalzano i fatti l'uno appresso all'altro a dimostrare tale modernità: gli approcci giovanili, quasi dell'adolescenza, con Clemente di Lorena; l'amore travolgente per Francesco Stefano di Lorena, il quale non poco teme la proposta politica del matrimonio di Maria Teresa con Federico di Prussia e per raggiungere lo scopo deve cedere proprio la Lorena; gioie e dolori della vita di famiglia alla corte d'Austria, con la morte di Carlo VI; i diritti di successione contrastati e i tre tempi duri della guerra con Federico II; la nascita di Giuseppe, l'erede, mentre le truppe prussiane invadono la Slesia; l'amore dei nuovi sudditi dei regni di Ungheria e di Boemia; le grandi soddisfazioni dei trattati di Dresda e di Aquisgrana; la nuova direzione della diplomazia e il rovesciamento delle alleanze; la guerra dei sette anni, la quale può considerarsi come un'appendice della guerra di successione austriaca e tanti dispiaceri porta all'imperatrice; le nozze poco riuscite di Giuseppe con Isabella dei Borbone-Parma e la tragica morte di questa; le seconde nozze dell'erede e la morte di Francesco Stefano; i matrimoni di Maria Amalia, di Maria Cristina, di Maria Antonietta e di Ferdinando; gli accordi calcolati quanto imprevisti con Federico di Prussia, avversario di sempre; gli acciacchi dell'età e la fine, mentre fuori piove, con l'amara constatazione, tanto densa d'ironia: Gran brutta sera, per mettersi in viaggio .