Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Archivistica
anno <1996>   pagina <256>
immagine non disponibile

256 Libri e periodici
CARLO ZAGHI, II Direttorio francese e la Repubblica cisalpina. Con una appen­dice di documenti inediti; 2 voli., Roma, Istituto storico italiano per l'età moderna e contemporanea, 1992, in 8, pp. 1478. L. 150.000.
Con II Direttorio francese e la Repubblica cisalpina Carlo Zaghi chiude idealmente una lunga stagione di ricerche sull'età giacobina e napoleonica in Italia, messa a fuoco a partire dagli anni Trenta quando, insieme a Federico Chabod, Carlo Morandi, Walter Maturi ed Ernesto Sestan era allievo della Scuola di Storia Moderna, allora diretta da Gioacchino Volpe. Ricerche che fanno di Zaghi non solo oggi uno dei più accreditati studiosi del periodo, ma anche, considerata la sua ultrasessantennale milizia, uno dei pionieri , anche sul piano metodologico, in questo campo di studi, come già anni fa ebbe modo di rilevare Renzo De Felice.
In una pagina introduttiva ad un altro suo volume {Potere, chiesa e so­cietà, Napoli, 1984) Zaghi ricorda con commozione gli esordi della sua lunga carriera, contraddistinta, come noto, non solo dagli studi sul Triennio e la successiva dominazione napoleonica, ma anche dai non meno rilevanti contri­buti sulla storia coloniale e africana. Non ancora ventenne riuscii a penetrare nell'inaccessibile archivio dell'ex Legazione Pontificia di Ferrara, dove rintrac­ciai una copia autentica degli Atti del Terzo Congresso Cispadano di Modena [...]. Mi gettai su quel fondo fino allora inesplorato, ricco di una documenta­zione di estremo interesse sul primo contatto della coscienza italiana con la Rivoluzione francese e sugli uomini che nella primavera del 1796 risposero all'appello di Bonaparte, con un entusiasmo ed una foga che mi lasciarono quasi stordito . Da allora la produzione di Zaghi si è dipanata in modo con­tinuo ed organico passando (solo per ricordare alcune delle principali tappe) attraverso la pubblicazione dei già ricordati Atti del Terzo Congresso cispadano, ospitati nel 1935 in una collana diretta da Arrigo Solmi, i nove volumi dei Carteggi Melzi, curati per conto del Museo del Risorgimento e delle Raccolte civiche del Comune di Milano, il volume Bonaparte e il Direttorio dopo Cam­po formio (che lo consacrò definitivamente all'attenzione degli specialisti), il tomo XVI della Storia d'Italia edita dalla Utet dedicato espressamente alla Repubblica cisalpina e al Regno d'Italia.
Il Direttorio francese e la Repubblica cisalpina viene dunque, come dice­vamo, idealmente a chiudere una lunga stagione di studi e non a caso l'opera è dedicata, a mo' di suggello, ai lontani maestri della Scuola storica romana. sufficientemente nota la tesi di fondo, espressa da Zaghi in tanti suoi lavori, perché qui vi si debba soffermare a lungo. All'indomani di Campoformio la Cisalpina, prova della forza e della volontà dell'uomo che l'aveva creata (Bo­naparte), si trovò indifesa e sbalestrata nelle mani di un Direttorio che l'aveva accettata obtorto collo, sforzandosi con ogni mezzo di spegnere l'incen­dio libertario ed indipendentistico che Bonaparte aveva innescato. È questa, sottolinea Zaghi, una data fondamentale per i destini non soltanto della Cisal­pina ma dell'intera penisola. Con l'egemonia del Direttorio si ritorna infatti alla politica di conquista in senso stretto, ammantata qua e là di tolleranza, ma al fondo dura, ostile, livellatrice e sopraffattrice ad un tempo . Spaven­tato da possibili rivolte e colpi di mano da patte dei giacobini più intransi­genti (i cosidetti anarchistes) il Direttorio si pone il preciso obiettivo di sman­tellare l'edificio costruito in Italia da Bonaparte e di spegnere così l'incendio provocato nelle coscienze e nella fantasia degli italiani: Respingere scrive