Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Archivistica
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1996
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Libri e periodici
per quel processo di chiarificazione ideologica all'interno dell'estrema sinistra, destinato a dar vita a distinti e talora opposti schieramenti politici, uno sforzo serio di ricostruzione e di interpretazone non può rimanere in superficie o ricorrere alla scorciatoia del giudizio generico e riduttivo con cui, troppo spesso, vengono bollate quelle elaborazioni concettuali che non hanno messo capo a sistemi compiuti, ma che, ciò nonostante, hanno suscitato consensi e dissensi appassionati, hanno stimolato prese di coscienza, hanno determinato scelte operative, capaci di incidere sulla realtà politica e sui rapporti sociali (p. 39).
Rivoluzionario e rigidamente astensionista a partire dalla crisi di Mentana (talché la Angelini respinge nettamente la definizione del Bignami della Plebe proposta dalla Carazzali, che lo qualificò per riformista, temperato ed anticatastrofico , vero e proprio precursore di tutto quello che sarà il socialismo turatiano: v. p. 159), nel 1872 il giornale lodigiano non avrebbe esitato a sollecitare le forze progressiste a porre fine alle inutili e deleterie divisioni in mazziniani, garibaldini e internazionalisti, per dar vita a un'unica corrente significativamente autodenominata repubblicano-socialista. Di questa corrente, che non si confonde affatto con i " repubblicani alla Garibaldi ", ma si colloca accanto ad essi, ai " mazziniani puri M, ai " repubblicani intransigenti alla Alberto Mario j e a quelli * transigenti alla Bertoni w, arricchendo così il variegato quadro dei repubblicani dopo l'Unità, delineato da Spadolini, il gruppo della Plebe rimane l'espressione più genuina e più significativa (p. 51).
Preziosa per la novità della linea interpretativa, l'antologia curata dalla Angelini trascura tuttavia pur dimostrando di conoscerlo (p. 156) il mas-Sonismo di Bignami, la cui adeguata comprensione contribuirebbe a illuminare un altro aspetto dell'intricato magma democratico (non solo) italiano, come sin dal 1976 hanno dimostrato le fondamentali ricerche di Aldo Alessandro Mola. Sorprende inoltre l'assenza, dall'accurata bibliografia segnalata dalla studiosa dell'Ateneo pavese, dell'ottima antologia di Coenobium composta da Cavaglion.
Nonpertanto il testo della Angelini costituisce indubbiamente la più penetrante analisi di una rivista sinora molto citata ma complessivamente poco studiata. La medesima sorte toccata al suo fondatore, quel Bignami che attende ancora, dopo l'affabile rievocazione della Carazzali, una biografia scientifica. A comporre la quale si è con questo volume autorevolmente candidata la Angelini.
CLAUDIO SPIRONELLI
JOACHIM SCHOLTYSECK, Alliierter oder Vasall? Italien und Deutschland in der Zeit des Kulturkampfes und der Krieg4n-Sicht-Krise 1875, Dissertationen zur neueren Geschichte, 24, Koln, Weimar, Wien (Bohlau), 1994, X, 467 S., ISBN 3-412-08993-1.
La crisi della guerra in vista della primavera del 1875 è stata considerata come una biforcazione della poli dea delle grandi potenze europee (A. Hillgruber). La dissertazione pubblicata a Bonn sotto la guida di K. Hilde-brand dedica un'ampia analisi al ruolo dell'Italia nel 1875, finora poco analizzato. Nel saggio vengono correlati due temi, uno orizzontale e l'altro verticale. Da una parte si tratta della crisi della guerra in vista del perìodo marzomaggio 1875 durante la quale, in seguito a minacce di guerra preventiva