Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Archivistica
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Libri e periodici
F. J. DEVOTO, Le migrazioni italiane in Argentina. Un saggio interpretativo (Seminari di storia , 5); Napoli, Istituto italiano per gli Studi filosofici, 1994, in 8, pp, 194. L. 32.000.
Per gli studi in tema di emigrazione questa sembra essere stagione di bilanci: nel giro di pochi mesi sono usciti, il ponderoso volume di Emilio Franzina, Gli Italiani al nuovo mondo. L'emigrazione italiana in America 1492-1942; sotto il titolo La riscoperta delle Americhe. Lavoratori e sindacato nell'emigrazione italiana in America Latina 1870-1970, gli atti del convegno storico internazionale svoltosi a Brescia nel novembre del 1992; 'il volume di Devoto di cui si parla.
Lo storico bonaerense è noto agli studiosi italiani dell'emigrazione non solo per la sua produzione scientifica che ha analizzato l'impatto dei flussi migratori di particolari località del Nord Italia sulle zone di partenza e su quelle di arrivo, ma anche per la sua partecipazione ad alcune delle più importanti e innovative ricerche di gruppo promosse in questi ultimi anni basti ricordare quella patrocinata dalla Fondazione Sella sui Biellesi nel mondo e infine, per il contributo offerto come visiting professor all'attività di Università e Istituti di ricerca italiani. Alle origini del volume sta, infatti, il ciclo di lezioni tenuto dall'A. all'Istituto italiano per gli studi filosofici di Napoli nell'aprile del 1990. L'impostazione e lo sviluppo del lavoro intrecciano mirabilmente i filoni di ricerca a cui Devoto si è dedicato in questi anni: lo studio dell'emigrazione italiana in Argentina e la riflessione su temi del dibattito storiografico tra Ottocento e Novecento in Europa e nelle Americhe. Quello che l'A. ci propone non è perciò una ricostruzione dell'emigrazione italiana in Argentina, ma un saggio critico e metodologico sulle ricerche dedicate all'emigrazione soprattutto nel secondo dopoguerra. In particolare, Devoto guarda agli studi prodotti in Italia, in Argentina e negli Stati Uniti a partire dagli anni ottanta, perché è in questo periodo che si verifica una vera e propria rivoluzione storico-interpretativa in tema di emigrazione.
A voler anticipare un po' le conclusioni, saltando i passaggi attraverso cui l'A. ci conduce alla scoperta delle angolazioni sempre diverse ideate e applicate allo studio del tema, quella a cui si assiste è, in ultima analisi, la dissoluzione sotto il profilo della ricerca storica e più in generale scientifica del tema emigrazione, fino a quegli anni considerato così peculiare da poter costituire un autonomo filone di ricerca, in un aspetto del più generale problema delle identità.
Gli stadi attraverso cui passa la rivoluzione storico-interpretativa degli anni ottanta sono segnati innanzitutto dall'abbandono della dimensione nazionale nello studio dell'emigrazione, dall'applicazione a questo specifico campo di ricerca dei concetti di spazio sociale, longue durée, strategia e soprattutto dall'elaborazione della categoria di catena migratoria. In tutto ciò si riverbera ovviamente il più intenso scambio venutosi a creare in quegli anni tra la storia e le altre scienze umane e l'applicazione nella ricerca storica di paradigmi e metodi utilizzati da altre discipline. Parallelo all'innovazione metodologica, e altrettanto importante per realizzare questa sorta di rivoluzione copernicana negli studi in tema di emigrazione, è il rinnovamento delle fonti a cui attingere per le ricerche. Decisivo, infine, risulta il passaggio da una lettura dell'emigrazione come conseguenza passiva di crisi congiunturali a comportamento tendenzialmente dinamico, capace di innescare processi. Tutto ciò è reso possibile dalla crisi del paradigma quantitativo e dall'affermarsi nella ricerca storica di un interesse più accentuato per l'analisi qualitativa, per le tematiche della soggettività e per la microstoria (p. 49).