Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Archivistica
anno
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1996
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pagina
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273
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Libri e periodici 273
123-124) dell'omnibus finanziario proposto nel 1893 dal ministro delle Finanze e del Tesoro Sonnino, al punto che questi venne poi sostituito al dicastero delle Finanze dal più malleabile Boselli.
Questa riedizione dell'opera di Manacorda consente dunque, finalmente, una facile accessibilità ad un libro importante, con la speranza che ciò stimoli ad ulteriori ricerche su alcuni degli argomenti qui affrontati, in primo luogo la politica finanziaria del terzo e quarto governo Crispi. Infatti, se studi significativi sono stati compiuti in particolare sulla crisi bancaria degli anni '90 (sono ad es. quelli di Vitale, Confalonieri ed ora la collana promossa dalla Banca d'Italia presso l'editore Laterza), l'unico punto di riferimento complessivo sulle riforme finanziarie proposte e solo in parte attuate dai governi cri-spini rimane proprio questo libro di Manacorda che, tuttavia, come egli stesso rileva nell'Avvertenza, non ha potuto tener conto di apporti documentari di rilievo, venuti alla luce solo in un periodo successivo, come l'Archivio Sonnino. Proprio nell'interessante contributo che qui si porta alla ricostruzione della figura dell'uomo politico toscano si possono d'altronde scorgere alcuni elementi di dibattito, suscettibili di nuovi approfondimenti: ad esempio, quanto e come i principi di libero scambista di Sonnino (cfr. p. 122) possano conciliarsi con la sua forte consapevolezza della portata economico-sociale dell'azione finanziaria dello Stato (cfr. p. 93) e, quindi, quale immagine dell'economia presiedeva a tale concezione. Il che aiuterebbe anche a meglio delineare quel passaggio fondamentale che Manacorda individua in questi anni di crisi: da un'azione governativa basata sostanzialmente sui presupposti dell'economia liberale , si giunge ad una concezione più attiva del rapporto tra finanza ed economia, tanto che il governo non esita a far un uso eterogeneo degli strumenti fiscali e monetari per modificare la situazione (cfr. pp. XIV-XV).
PAOLA CARLUCCI
La provincia dimenticata. I Castelli Romani nell'Italia liberale, a cura di FERDINANDO CORDOVA; Roma, Bulzoni, 1994, in 8, pp. 360. L. 50.000.
Il volume si rileva, ad una attenta lettura, utile modello per gli studi locali, non circoscritti a singole municipalità. Il curatore Ferdinando Cordova, nel saggio di apertura Per una storia dei Castelli Romani in età liberale1 giustifica in termini più che esaurienti e convincenti lo studio, motiva la scarsa attenzione finora esercitata sul piano storiografico e sottolinea le ragioni sulle quali si fondano le nuove analisi.
Tra gli altri contributi, tutti da lodare per l'uso accorto e misurato delle fonti, vanno segnalati per i loro inediti aspetti e per le conclusioni recate quelli di Paola Salvatori e di Lidia Piccioni.
Il primo La vita amministrativa dal 1892 al 1914 non solo solleva il velo sulle competizioni elettorali ainministrative, finora quasi ignorate, perché ritenute espressioni di vuote lotte campanilistiche, ma al contrario consente di notare i mille aspetti di un microcosmo variegato, ohe ha la forza di interpretare anche i valori politici.
Il secondo L'istruzione tra pubblico e privato dimostra, sulla scorta di inoppugnabili dati, come le iniziative educative, felicemente condotte, siano divenute fonte di dinamicizzazione sia sociale che economica .
VINCENZO G. PACIFICI