Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Archivistica
anno <1996>   pagina <277>
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Libri e periodici
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LORENZO BEDESCHI, Murri, Sturzo, De Gasperi. Ricostruzione storica ed episto­lario (1898-1906); Cinisello Balsamo, Edizioni San Paolo, 1994, in 8, pp. 262. L. 32.000.
La Gioventù Cattolica Italiana e l'Opera dei Congressi, alla fine dell'Ot­tocento, sono sostegno di poche e rade attività cattoliche, le quali, per dirla con le parole di Murri, con il loro carattere prevalentemente pietistico e clericale, sono estranee e ostili allo Stato usurpatore dei beni e dei diritti della Chiesa, associate dal non expedit alle rivendicazioni temporali di questa, paurosissime di ogni novità culturale e sociale. In verità, è un po' dura, almeno per quanto riguarda l'attribuzione di pietismo, la requisitoria contro la società fondata da Acquaderni e Fani, la quale è sotto ogni profilo matrice di generazioni cattoliche entusiaste e disponibili, pur nella loro fedeltà indi­scussa alla gerarchia ecclesiastica, ad ogni rinnovamento; comunque, è congrua al temperamento del prete marchigiano, che raccoglie e interpreta, facendosene antesignano, le istanze di quei cattolici d'azione , i quali affermano, magari con un po' di confusione nell'intelligenza ma con forte intuito, la necessità di entrare nella storia, di partecipare ai fermenti sociali emergenti e di asso­ciare cristianesimo e democrazia per rompere l'isolamento antistorico e sul piano esterno improduttivo della Chiesa.
Ebbene, questo Murri, al quale in Inghilterra avrebbero assegnato una cattedra ad Oxford , come giustamente mette in risalto Bedeschi nel libro che stiamo esaminando, non ha vita facile in Italia, perché è fatto oggetto di aspre critiche e di condanne da parte della, gerarchia cattolica. La sua azione e il suo pensiero, però, hanno incidenza notevole nella vita politico-culturale degli anni a cavallo tra Ottocento e Novecento, tanto che oggi, e per diversi aspetti non a torto, si rivalutano la personalità e l'opera del sacerdote dall'ingegno vivace e gli si dà la paternità del movimento della Democrazia cristiana in­sieme con Luigi Sturzo e con Alcide De Gasperi. A proposito di questa ri­presa di studi murriani, abbiamo fervido nell'animo il ricordo del convegno svoltosi a Fermo nell'ottobre del 1970 sul tema: Romolo Murri nella storia politica e religiosa del suo tempo , il quale può porsi, per la qualità dei contributi presentativi, come punto di riferimento per gli approfondimenti sulla materia.
Lorenzo Bedeschi, per celebrare il cinquantenario della morte del prete nato a Monte San Pietrangeli (Ascoli Piceno) nel 1870 e deceduto a Roma nel 1944, affida alle stampe un libro, il quale diciamo subito di buona utilità per l'apporto che vi si dà, anche attraverso la pubblicazione di parti di epistolari inediti, alla conoscenza del travaglio del cattolicesimo democratico italiano tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento. Lo stesso titolo del volume, edito in buona veste tipografica dagli operatori della San Paolo , indica il percorso che l'autore si propone di svolgere: Murri, Sturzo, De Gasperi. Rico­struzione storica ed epistolario (1898-1906), mettendo in rapporto le tre per­sonalità che incarnano l'esigenza politica dei cattolici in Italia, il primo rom­pendo l'intransigentismo della conservazione curiale e spingendosi un tantino oltre nella difesa del revisionismo politico e del riformismo operaio all'interno del mondo cattolico, il secondo fondando il primo Partito popolare, fedele all'insegnamento sociale della Chiesa, ma laico nella sua organizzazione e nei programmi di decentramento amministrativo da attuare per riscattare le autonomie locali, il terzo raccogliendo l'eredità che è derivata dalla semina precedente e dando vita alla Democrazia cristiana, il partito che per cinquan­tanni è il perno centrale della vita democratica italiana.