Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Archivistica
anno <1996>   pagina <278>
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278 Libri e periodici
Se una riflessione ci è consentita per raffrontare tanta storia alla situazione d'oggi, la ripresa dell'avanguardismo murriano, stemperato nelle raffinate impo­stazioni sturziane e ridotto dall'equilibrio degasperiano al centro che pur guarda a sinistra, pare anacronistica; si badi bene che ciò diciamo non certamente per secondare il clerico-moderatismo dei più, ma per dare dimensioni di rea­lismo e di concretezza ad un'azione politica e sociale dei cattolici democratici fondata sui valori essenziali della solidarietà tra gli uomini. A parte le diver­sità di carattere, di temperamento e di stile dei tre protagonisti, in fondo, gli obiettivi che si perseguono sono gli stessi; i risultati che ciascuno ottiene si rapportano ai singoli tempi vissuti, ma anche alle praticate metodologie di ap­proccio ai problemi politici, differenziate anche da ragioni di cultura di base.
H libro di Bedeschi fa pensare a tutto questo, e quindi può definirsi un testo di ricerca storica, ma pure dà lo spunto per approfondimenti di attualità, in quanto agevola raffronti e dà la possibilità di valutazioni più serene. Dopo un'accorta presentazione, in cui si mettono in risalto la positività dell'azione degli audaci disobbedienti dei primordi e il collegamento che con essa hanno i liberi e forti di don Sturzo, da considerare in gran parte come precipi­tato storico del movimento murriano , il testo si articola in due parti: la prima di approfondimento storico e la seconda di documentazione. Potrebbe dirsi che il giudizio sulle vicende e sugli uomini che ne sono protagonisti non può essere definitivo, essendo ancora in atto le sedimentazioni del tempo; però, che si comincino a marcare i limiti tra cronaca e storia, per fatti che hanno profondamente incìso nella vita italiana degli ultimi cento anni, è bene. Così, pur se non si condividono valutazioni tanto coinvolgenti, crediamo utile dare attenzione alla personalità e all'opera di Murri, che indubbiamente segna con la sua presenza attiva e vivace un momento difficile della storia dei cattolici democratici italiani.
Il testo di approfondimento si snoda in quattro capitoli: 11 murrismo e le sue novità, L'incontro tra Sturzo e Murri, La fine di un'amicizia e II gio­vane De Gasperi e Murri; è consìstente il contributo che si dà nello svolgi­mento dei quattro temi a chiarire i termini dei rapporti intercorrenti in special modo tra il prete marchigiano e il prete siciliano. Si potrebbe annotare che il tentativo che si compie nel lavoro è orientato a dar preminenza all'azione del primo; ma, andando a fondo nel discorso, ci si avvede che ognuno dei due protagonisti viene dimensionato secondo logici ragionamenti nelle sue giuste mi­sure e che anche i contrasti tra i due si risolvono nella verità dei fatti e nello spirito di carità.
Un'altra riflessione di natura storica va fatta: il periodo risorgimentale ita­liano non ancora è chiuso, quando Murri smuove le acque nel mondo cattolico, arroccato su posizioni di conservazione del potere ma già attraversato dalle po­lemiche sull'intransigentismo; anticipatore di una revisione culturale che con­corre a determinare in qualche modo le aperture successive, Murri può consi­derarsi fautore del rinnovamento richiesto dai tempi. La conferma della validità del suo insegnamento si ha, del resto, dai rapporti che con lui ha il giovane De Gasperi, che ne trae giovamento certo, ma che talvolta anche si pone in posizione di riserva o addirittura di contrasto.
Illuminante è sotto questo profilo la seconda parte del libro, quella dedi­cata alla pubblicazione di alcune lettere, specie quelle inedite conservate nel­l'Istituto Sturzo di Roma; l'intensità dei rapporti si coglie dalle espressioni che usano gli interlocutori, ma di più sorprende il contenuto degli scritti che si scambiano i protagonisti, sempre incentrato su questioni di interesse generale e svolto in chiave preminentemente culturale.