Rassegna storica del Risorgimento

1845 ; RIMINI ; ROMAGNA
anno <1921>   pagina <349>
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T casi di Romagna 349
oonte di quo] fatto, e no' miei osami l'ho francamente dotto, por la verità, por la giustizia, ma ciò non toglie olio alcuni non attribuiscano a mia colpa la sua carcerarono, corno io ho cercato, nel mio dover, il suo meglio, cosi io la prego di duo righe di risposta, nello quali francamente dirà se Ella può unirsi all'opinione altrui sul conto mio, e so negli esami lo abbian detta parola che potesse metterla in sospetto d'aver io alterata la verità. Quando Ella mi sia m tanto cortese, sappia ohe ne farò un uso ben di­screto, e mi servirà solo di garanzia presso quo' tali ch'io amo, o stimo: d> gli altri poco mi curo. Sarei in persona venuto ad ossequiarla, se non mi avesse formato il dubbio di poterle reoar danno, benché io tenga per fermo eh' Ella oggi otterrà quella giustizia che intera si merita, a trionfo della ve= rità e della innocenza della sua oausa. Mi eroda, "con verace stima, Di Lei
Devono Obb.mo per servirla Roma, 24 ottobre 1846. PIETRO RENZI.
Alla quale lettera, da perfetto gentiluomo, egli dava questo riscontro:
In risposta alla favorita sua cielii 24 eadente, non saprei che risponderle; poiché sul rapporto di aver Ella data causa alla mia. carcerazione ingiustis­sima, neanche per ombra ho potuto mai aunghiarlo, non avendolo giammai conosciuto o veduto prima dell' infausto giorno 23 settembre, nel quale, se ben si rammenta, le domandai il di Lei nome, e;isolo in quei momento seppi esser Ella quel sig. Pietro Renzi di cui si parlava nel corso di quegli affari. Molto mono ho potuto supporre che Ella abbia voluto inventar cose a mio carico; giacché debbo anzi credere aver Ella onestamente narrato ciò elio ebbe luogo a mio riguardo, senza alterarne menomamente la verità, né contro né a favor mio, mancando segnatamente ogni oausa, motivo o possibilità per imaginarlo. Por quanto concerna poi a ciò che materialmente siasi dai di Lei costituti potuto riferire alla iniqua persecuzione che soffro (ohe debbo creder nulla), non posso dMone affatto parola, essendo per anche chiuso il processo, ed ignorando pienamente quanto siavi stato colà idealmente scritto.
Tranquillissimo del mio operato, e senza il minimo rimorso, soffro con rassegnazione per le altrui ribalderie questa indoverosa pona, in luogo del meritatomi guiderdone. Che vedo invoco attribuirsi in parte a quelli Che avrebbero dovuto invoco soffrire li incalcolabili danni che olla mia conve­nienza, alla mia salute ed alla mìa disgraziata famiglia si arrecano. Apparii* per; tro la verità; e la Sovrana Giustizia luminosissima riparerà certo alle indebite sofferte mio rovine:
Tanto le dPiVAYa, mentre sono ecc.
Tutti gli attiri compromessi, già da tempo, per l'amnistia di Pio IX, erano usciti dal carcere.