Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storiografia. Secolo XX
anno
<
1996
>
pagina
<
293
>
Renzo De Felice
1940-1943 giunta oramai col suo settimo volume quasi al tragico epilogo del dittatore, pur nell'universale riconoscimento tributato alla straordinaria ricchezza della ricerca, ha suscitato giudizi contrastanti e polemiche aspre. Esse hanno avuto per oggetto sia la ricostruzione della complessa personalità di Mussolini a partire dai suoi inizi rivoluzionari , sia l'attenta distinzione di personalità assai diverse nell'ambito del regime si pensi soltanto a Dino Grandi o a Italo Balbo con l'individuazione di fascismi diversi nonostante l'apparente monoliticità (del regime) e il suo spirito totalitario .
Questa capacità di scomporre un fenomeno storico per analizzarne le componenti diverse e giungere così ad un rinnovato giudizio complessivo ci sembra una delle caratteristiche, di probabile derivazione cantimoriana, dell'intera storiografia di De Felice e non soltanto del biografo di Mussolini o del contemporaneista.
Non è senza significato, infatti, che Walter Maturi, uno dei maggiori storici italiani della prima metà del Novecento, sempre particolarmente attento a quanto andavano pubblicando i giovani studiosi, si soffermasse, in due successivi corsi di storia del Risorgimento, tenuti a Torino rispettivamente nel 1958-'59 e nel 1959-'60, su una rassegna storiografica dedicata da De Felice ai Giacobini italiani, apparsa sulla rivista Società nell'ottobre del 1956 (pp. 883-896). Maturi metteva in risalto l'analisi che De Felice (un giovane d'ingegno vivo e acuto , con molto mordente critico e intransigente come un domenicano ) faceva dei quattro elementi che componevano il concetto di giacobinismo : sul piano politico il più deciso democraticismo repubblicano radicale, il suo ideale è la costituzione francese del '93, i suoi metodi la propaganda e il terrorismo ; sul piano sociale un egalitarismo conseguente che non attacca il principio di proprietà individuale ma mira ad una più giusta redistribuzione della proprietà (legge agraria) ; sul piano religioso la creazione di nuove forme religiose (culto dell'Ente supremo; teofilantropia) ; sul piano psicologico una nuova sensibilità fondata sulla fede che la rivoluzione da esso impersonata debba compiere la rigenerazione totale del genere umano (Interpretazioni del Risorgimento. Lezioni di storia della storiografia. Prefazione di Ernesto Sestan. Aggiornamento bibliografico di Rosario Romeo, Torino, Einaudi, 1962, pp. 610-611 e 654-655).
Quella rassegna storiografica fu la premessa di una serie di lavori sul giacobinismo che caratterizzarono la produzione storiografica di De Felice nella seconda metà degli anni Cinquanta e nei primi anni Sessanta: il problema della funzione svolta dalla stampa nel triennio 1796-1799 (I giornali giacobini italiani, Milano, 1961, nella collana di periodici italiani e stranieri della casa editrice Feltrinelli); tre importanti monografie, rispettivamente, sulla vendita dei beni nazionali della repubblica romana del 1798 (1960), sugli Illuminati e il misticismo rivoluzionario (1960), sulla vita economica di Roma e del Lazio fra Sette e Ottocento (1965), oltre alla cura del