Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storiografia. Secolo XX
anno <1996>   pagina <294>
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294 Giuseppe Talamo .
secondo volume antologico dei Giacobini italiani (1964) nella collana Scrit­tori d'Italia di Laterza e alla voce Luigi Angeloni, apparsa, nel 1961, nel III volume del Dizionario biografico degli italiani.
A ragione, ci sembra, Giuseppe Galasso, nel ricordarne il 26 maggio scorso l'opera sul Corriere della Sera , ha scritto di ritenere che il De Felice studioso del fascismo abbia avuto nel De Felice studioso del giaco­binismo ben più che una fase preparatoria .
Ricerche settecentesche e contemporaneiste si intrecciarono nei primis­simi anni Sessanta, anni certo difficili per De Felice che, uscito dall'Istituto Croce di Napoli, aveva scarsi rapporti con il mondo accademico, se si esclu­dono Delio Cantimori, Federico Chabod, e successivamente Rosario Romeo. Nel 1962 gli venne addirittura negata la libera docenza in storia moderna, e ne nacque una polemica storiografica tra Cantimori e Saitta. I primi inca­richi universitari (storia delle dottrine politiche) De Felice li ebbe dalla Facoltà di Magistero dell'Università degli studi di Roma (1965-'66 e 1966-'67) e dalla Facoltà di Lettere e Filosofia dello stesso Ateneo (1967-'68). Ma la pubblicazione dei primi volumi della biografia di Mussolini, se ave­vano provocato polemiche e scontri, avevano anche assicurato a De Felice una stima oramai consolidata. Professore ordinario di storia dei partiti poli­tici a Salerno dal 1968 al 1971, venne chiamato dalla Facoltà di Lettere e Filosofia nell'Università degli studi di Roma La Sapienza , dove inse­gnò dal 1971 al 1986, per passare poi, dal 1987, alla Facoltà di Scienze politiche.
Non sono mancati a De Felice alti riconoscimenti, dalla nomina a pre­sidente della Giunta centrale per gli studi storici nel 1994, dopo la morte di Giovanni Spadolini, al premio Antonio Feltrinelli per le scienze sto­riche assegnatogli nel 1995 dall'Accademia dei Lincei.
Il nostro debito nei confronti di De Felice non si riferisce soltanto ai suoi importanti apporti alla conoscenza del Settecento italiano e alla ricostruzione attentissima della storia del nostro paese durante il regime fascista attraverso la biografia del suo leader, ma riguarda anche la sua solida autonomia di giudizio che rendono ancor più amara, oggi, la sua scomparsa.
GIUSEPPE TALAMO