Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Giuseppe Mazzini. Estetica della musica
anno <1996>   pagina <296>
immagine non disponibile

296 Lorenza Somogyi Bianchi
perfettamente conscio della qualità della sua preparazione se, un mese dopo la pubblicazione dell'opuscolo, si poteva permettere di scrivere all'amico Melegari: L'articolo Musica deve averti fatto sudare sangue od acqua: non capisci niente di musica tu :6) l'esperienza chitarristica, difatti, gli aveva dato dimestichezza con la scrittura musicale e, sicuramente, anche la capacità di un ascolto più critico, oltre ad un'indubbia conoscenza delle regole armoniche.7*
Mazzini scrive il proprio articolo in prima persona:8* interpellando direttamente il proprio pubblico. Operazione agevolata dal fatto che i destinatari erano i lettori di una rivista la quale, esattamente come il quo­tidiano, favoriva e presupponeva un dialogo diretto e serrato con il pub­blico di quanto non permettesse un saggio. Coerente con questo ambiente letterario, pertanto, è l'utilizzo di alcuni strumenti retorici finalizzati a rendere partecipe il lettore del messaggio a lui diretto: i puntini di so­spensione prolungati, ad esempio, che Mazzini inserisce in due momenti oilmine del proprio discorso9) e che costituiscono pause di riflessione of­ferte al lettore perché possa meditare su quanto detto; oppure intermina­bili e incalzanti serie di interrogative retoriche che talvolta occupano interi paragrafi; Mazzini, infine, spesso utilizza anche lunghi periodi ricchissimi di immagini i quali, anche in questo caso, servono ad attirare l'attenzione del lettore: questi potrà perdere di vista anche uno o più dei numerosi dati elencati, ma fra i molti sarà costretto a coglierne almeno qualcuno. L'atteggiamento è palesemente educativo e, soprattutto nei primi due casi, il criterio impiegato è maieutico: si interpella chi legge con puntini di sospensione o domande retoriche, ma si lascia in parte al lettore la solu­zione del problema.
e la chitarra, in ivi, 1991, a. 2, pp. 173-193; Giuseppe Mazzini e la chitarra: un inedito capitolo de La Filosofia della Musica, in Gli Annali. Università per stranieri, gennaio-ghigno 1989, pp. 215-223; Les Huguenots di Meyerbeer tra George Sand e Mazzini, in Bollettino della Domus mazziniana, 1993, n. 2, pp. 161-177; liszt e Maz­zini, in Gli Annali. Università per stranieri, gennaio-giugno 1991, pp. 119-136; La musica di Rossini nel pensiero di Giuseppe Mazzini, in Bollettino della Domus maz­ziniana, 1992, n. 2, pp. 150-171; Il Risorgimento del tenore, in Suono Sud, aprile 1982, pp. 27-34; / violinisti romantici italiani: Niccolò Paganini e Camillo Shori nell'epistolario mazziniano, in Gli Annali. Università per stranieri, iuglio-dicembre 1990, pp. 269-278.
Lettera a Luigi Amedeo Melegari, settembre 1815, SEI, voi. XII, p. 93.
7) Che gli resero possibile, di fronte alle musiche di Andrea Gambini, valutarne la classicità ed una certa distanza dagli azzardi armonici della nuova scuola musicale: cir. ivi, lettera alla madre, 31 ottobre 1838, voi. XV, p. 241.
> Chi scrive [.], cfr. GIUSEPPE MAZZINI, Filosofia della musica, SEI, voi. Vili, p. 119; A questo punto parmi [...], op. cit, p. 121; Non so se [...], op. cit., p. 129; E quand'io mi soffermo al tramonto [...], op. c'U., p. 145; Né io qui m'assumo [...], op. cit., p. 146; A me che scrivo [...], op. cit., p. 157.
5) Ivi, m 124 e p. 131.