Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Giuseppe Mazzini. Estetica della musica
anno <1996>   pagina <298>
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298 Lorenza Somogyi Bianchi
musica. Per questa, quindi, come per qualsiasi forma d'arte o in generale di istituzione,l4) vale la legge del progresso e la regola per la quale, esau­rita la vena propria di un'epoca della storia dell'arte, deve necessaria­mente subentrarne un'altra, capace di predicare nuovi valori e di svelare un altro tassello nel mosaico deU'inflnito Vero. Quando questo non av­viene la musica e la sua scuola finiscono per ripetere maniacalmente e in modo assolutamente vacuo l'imitazione di se stesse; manca un fine che dia senso ad ogni sforzo e, in ultima analisi
Avremo perfezionamenti di metodo, ornamenti e raffinatezze di esecuzione, non incremento di facoltà creatrice. Avremo mutamenti di stile, non nuove idee; lampi di musica, non una musica; ammiratori entusiasti per moda, ap­passionati se vuoisi, non credenti; non fede.
Mazzini insomma riprende e riapplica lo schema d'analisi intorno ai meccanismi di progresso dell'Umanità già utilizzato l'anno precedente in Fede e Avvenire e il mese prima nella Prefazione scritta proprio per Vitaliano sul quale pubblica la Filosofia della musica-, schema che connota peraltro il corso intero del suo pensiero.
Oggi l'intelletto si sta fra due mondi: nello spazio che separa il passato dall'avvenire: fra una sintesi consunta, e un'altra nascente. È verità che tra­pela da ogni parte, in ogni raggio dell'umano sapere.15*
Un'irrequietezza come di potenze che vorrebbero e non sanno come ap­plicarsi; un anelito all'ignoto che affanna senza spingere a positive conquiste. L'intelletto ha sete d'unità in tutte le cose, ma o ignora le vie di raggiun­gerla, o non s'attenta di entrarvi.l)
È interessante osservare come Mazzini, nel brano qui sopra e nelle righe intermedie fra i due stralci citati, utilizzi quale metafora della ve­rità e del sapere l'immagine della luce: la conoscenza umana è un rag­gio della verità universale; il vero rivelato rispettivamente da un'epoca in decadenza e dalla nuova che sorge è [...] l'ultima luce morente d'un sole al tramonto, e la prima incerta d'un sole che sorge ; l'arte, infine, che non trova la spinta di un nuovo principio rinnovatore [...] brancola in cerca di una parola perduta [...] , il che, dato l'uso più diffuso di questo verbo, è come dire che brancola al buio . Si tratta, insomma, dell'antica metafora che associa il vero e il sapere alla luce e che, come tale, rimanda alla più classica immagine platonica.17)
l*> L'agonia di un'Istituzione (voi. XCII, pp. 32-46) è il saggio più significativo in proposito.
tf) Filosofia della musica, SEI, voi. VITI, p. 122.
M> Ivi, p. 123.
H) Sul rilievo del platonismo nel pensiero mazziniano, efr. CLETO CARBONARA,