Rassegna storica del Risorgimento

1845 ; RIMINI ; ROMAGNA
anno <1921>   pagina <351>
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quelle Provincie italiano, la. Corte Pontificia, lungi dal rimanersi paga della quiete serbata in memo a tàiVio bollore di desideri! o eoncitamento di animi, Tùlio rendere vendeva dei pensieri, degli afifetti' e dei sentimenti, e rialza­tasi dalla sofferta paura, die mano ad-; fnquisMonì politiche, le quali gitta-rono lo semenze di quegli odii dì parte, onde si colsero nell'avvenire tanti frutti di sangue. Moriva Pio Settimo nell'anno 1823, e montava sulla cattedra di San Pietro Leone Duodecimo, il quale essendo di natura prona agli estremi, gridò la croce sogli amatori del vivere libero e. civile; e mandò a gover­nare le Roniagne un Rivarola, ene ne fu accusatore e giudice, e che molla ne fece sostenere, molti no dannò al carcere e molti all'esigilo, senza riguardo dì età: di condizione e di onorata vita. E nel tempo che il nuovo Pontefice travagliava in questa guisa le opinioni e le coscienze de* sudditi, poneva la scure sulle radici della civiltà, ampliando i privilegi delle mani morte e com­pletandole,- abolendo i Tribunali Collegiali, ridonando nuovo vigore a quello del Santo Officio; concedendo facoltà agli Ecclesiastici di ricercare e giudi­care delle cause dei Laici: imponendo l'uso della lingua latina nelle Curie, nei Collegi e nelle Università, e mettendo in soggezione de' Preti la pubblica Istruzione ed ogni Pio Stabilimento. Poi, quasiché il Rivarola non avesse op­presse e contristate abbastanza le Provincie Romagnnolo, gli mandava dietro una cosi detta Commissione costituita di Preti e di soldati, la quale per anni ed anni stanziò nello medesime, le insanguinò e le tribolò cosi fatta-montéj che la memoria e l'astio ne durano ancora vivi e solenni. gULeone moila successe Fio Ottavo, il quale camminò sulle orme dello antecessore, e lungi dallo studiare modo per sanare le gravi ferite, procaccionne di nuove, e ricolmò la misura della sofferenza. Il rivolgimento avvenuto in Francia .nell'anno 1830, e gli altri che accaddero in quell'epoca in altri Stati d'Europa, furono occasione a ciò, die passato di vita Pio Ottavo, e vacante l'Aposto­lica Sede, le popolazioni dello Stato Romano avvisassero potere scuotere o rendere più lieve il giogo della Pontificia soggezione. Ne' primi giorni di Febbraio del 1831, il Governo ne cadde da Bologna fin presso la Capitale, e cadde senza sforzo e senza violenza, né certamente sarei) bosi rialzato di quella caduta, so l'Austria non fosse sollecitamente accorsa colle sue truppe a sollevarlo e fargli puntello. Ma nel tempo ohe codesta Potenza comprimeva il moto popolare, si univa alla Francia, all'Inghilterra ed alla Prussia, per esortare il nuovo eletto Pontefice Gregorio Decimo Sesto, a mutare in meglio il reggimento, di guisa da potersi sperare una durevole pace; per la qual cosa, li rappresentanti dello quattro potenze presentavano il 21 maggio del 1831 una nota Diplomatica, nella quale, fra le altre riforme, proponevano: fossero i Mei Deputati a tutte le dignità e a tutti gli uffici civili, amministrativi e gjudiziarii: il popolo eleggesse li Municipali consigli, qnesti nominassero li Provinciali, da cui venisse eletfca una corte Suprema d'aver sede in Roma, ed autorità di regolare le crvfli e militari bisogna, e di sovraintendere al de­bito pubblico.