Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Giuseppe Mazzini. Estetica della musica
anno
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1996
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pagina
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300
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Lorenza Somogyi Bianchi
del Progresso nella forma particolare del principio che, caratterizzando l'epoca, svela in modo progressivo il Vero universale e infinito. La musica suggerisce esprimibile, ne è un' eco , appunto. A monte è la consapevolezza già romantica del fatto che la musica, proprio per la sua ase-manticità, è linguaggio privilegiato ad esprimere rinesprimibile, l'infinito: la parola, infatti, soffre Yhandicap della determinatezza, che ne appesantisce e materializza i contorni ed ha bisogno della metafora per uscire da sé e suggerire l'infinito.21) Lo stesso vale per l'immagine, che può al limite divenire simbolica, ma rimane sempre vincolata alla propria fisicità. Il linguaggio musicale è privo di questi vincoli, a tal punto privo da essere per lungo tempo accusato di indeterminatezza concettuale e irrazio-nalità.22) Ma proprio per questo viene ad essere, con l'anelito romantico all'Infinito imperscrutabile e indefinibile, al di là d'ogni possibile forma cristallizzata della ragione, di ogni lingua particolare, il linguaggio privilegiato con il quale l'uomo esprime le proprie impalpabili intuizioni dell'Essere. E in quanto privilegiata Parola dell'Essere
forse alla musica prima, come quella che ha un solo linguaggio per tutta quanta l'umanità, spetta l'iniziativa d'un concetto che l'altre Arti verranno a tradurre ed a svolgere successivamente. La musica è la fede d'un mondo di cui la poesia non è che l'alta filosofia. E le grandi epoche s'iniziano colla fede.23)
Più del momento puramente teoretico della filosofia, la musica offre assieme all'intuizione dell'infinito, l'incitamento all'attuazione dei principi ch'essa rivela: è insomma la più educativa fra le arti. Interessante è notare una sorta di doppia metafora utilizzata da Mazzini per rendere in modo iù immediato un concetto a lui caro: Mazzini difatti definisce la musica [...] una nota dell'accordo divino che l'intero universo è chiamato ad esprimere un giorno [...] :M) per un verso vi è la metafora dell'* accordo divino , che indica ciò a cui perverrà il creato ( che l'intero universo è chiamato ad esprimere un giorno ) quando avrà raggiunto l'attuazione pratica dei principi che esprimono la Legge universale; per un altro verso vi è la metafora della musica come nota , cioè come arte che dà vita al principio proprio di un'epoca il quale, unendosi agli
20 Cfr. VIRGILIO MELCHIORRE, La parola dell'Essere, in Essere e parola, Milano, Vita e Pensiero, 1984, pp. 37-49; e ID., Linguaggio analogico e linguaggio dell'essere, ivi, pp. 166-193.
22) lai particolar modo durante riUuminismo. Cfr. ENRICO FUBINI, L'Estetica musicale dal Settecento ad oggi, Torino, Piocok Biblioteca Einaudi, 1968, pp. 15-72.
23) Filosofia della musica, SEI, voi. Vili, p. **> Ivi, p. 125.