Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Giuseppe Mazzini. Estetica della musica
anno <1996>   pagina <301>
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La musica e Mazzini
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altri (oltre che ai precedenti) che lo seguiranno secondo una logica di Macinamento progressivo all'infinito, costituirà appunto un grande ac­cordo. Ogni principio è una nota , il loro insieme un * accordo .
Crollo e decadenza della musica
Purtroppo, secondo Mazzini, la musica contemporanea è ben lontana dalla sua reale natura e si è omologata, piuttosto, al processo di deca­denza che ha investito ogni espressione dell'umano sapere ed agire: svilita e dispersa nell'individuale, ha perso di vista il riferimento unificante e di senso offerto dall'ideale, si è fatta prodotto per il consumo, attenta sola­mente al soddisfacimento edonistico delle esigenze del proprio pubblico:25 unica regola è divenuta l'improvvisazione, mentre l'unità e l'equilibrio fra le parti si sono persi nel nulla:
l'artista [...] ha dato forme senz'anima, suoni senza pensiero, affastellando note a diluvio, affogando la melodia sotto un trambusto indefinibile di stru­menti, balzando d'uno in altro concetto musicale senza svolgerne alcuno, rom­pendo a mezzo l'emozione con un meccanismo di trilli, gorgheggi e cadenze, che dagli affetti che la musica suscita, vi trascinano ad ammirar freddamente un'organizzazione privilegiata; s'è riusciti a promuovere il riso ed il pianto senza che l'uno né l'altro abbiano tempo di giungere fino al fondo dell'anima .
La musica alla quale pensa Mazzini è evidentemente quella del melo­dramma e questo non solo perché la realtà musicale che il Genovese ha più presente è quella italiana, ove il teatro d'opera campeggia protagonista, ma soprattutto perché Mazzini stesso non sa rinunciare al dramma inteso come conflitto fra personaggi ed epoche:
io dirò ai drammatici: rappresentate per tal modo il fatto scelto a sog­getto, che il risultato particolare possa mettere sulla via d'una delle grandi leggi morali o storiche che dirigono l'universo. La lotta fra le potenze delle volontà individuali e la legge suprema della umanità, costituisce tutta intera la storia del mondo: l'accordo fra questi due principii, la rifusione dell'uno nell'altro, ne costituisce il segreto.271
L'opera, viceversa, è totalmente priva di unità e si risolve in una sequenza di parti arie, cavatine, duetti, cori senza alcuna connes­sione l'una con l'altra: è [...] un mosaico, una galleria, un cozzo di pensieri diversi [...] .28) Per suggerire la sensazione palpabile di tanta
25) Ivi, p. 126.
26) Ivi, pp. 126-127.
2T) Del Dramma storico, SEI, voL I, pp. 317-318. 2*> Filosofia della musica, SEI, voi. Vili, p. 128.