Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Giuseppe Mazzini. Estetica della musica
anno
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1996
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pagina
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306
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306 Lorenza Somogyi Bianchi
La prima frase, E venne Rossini , è di particolare potenza: isolando l'espressione anche graficamente con il punto e a capo. Mazzini contorna il personaggio del musicista pesarese d'un alone quasi epico. Nelle espressioni che seguono l'utilizzo dell'anafora conferma questa sensazione e suggerisce assieme la grande ammirazione di Mazzini per Rossini.
Per lui la musica è salva. Per lui, parliamo oggi d'iniziativa musicale europea. Per lui, possiamo senza presumere, aver fede che questa iniziativa escirà d'Italia e non d'altrove44*
Egli infatti si è definitivamente svincolato dalle imposizioni tiranniche degli accademici, salvando la musica dal rischio dell'isterilimento totale. Questa la pars construens del discorso, alla quale fa seguito la pars de-struens: Mazzini, cioè, capovolge la logica argomentativa che vorrebbe la pars construens seguire la pars destruens ottenendo in tal modo l'effetto di puntare particolarmente l'attenzione sul secondo momento del discorso. È innegabile, insomma, il pregio di Rossini nel corso della storia musicale contemporanea, tuttavia non bisogna attribuirgli il ruolo del genio innovatore quando questi fu solamente compendiatore.
Non mutò, non distrusse la caratteristica antica della scuola italiana; la riconsacrò. Non introdusse un nuovo elemento che cancellasse o modificasse potentemente l'antico: promosse l'elemento dominatore al più alto grado di sviluppo possibile; lo spinse all'ultima conseguenza: lo ridusse a formola, e lo ricollocò su quel trono d'onde i pedanti l'avevan cacciato senza pur pensare, che chi strugge un potere, ha debito di sostituirne un migliore.455
Il suo ruolo, insomma, è stato analogo a quello compiuto dal Romanticismo: la sua innovazione ha toccato la forma, ma non la sostanza;46* le sue energie si sono rivolte al pieno e completo sviluppo del messaggio proprio della sua epoca; la sua lotta si è adoperata alla critica della decadenza di quest'epoca, egli fu [...] genio di libertà e non di sintesi [...] .47) La sua musica pertanto non ha dato vita ad una nuova epoca musicale, anche se talvolta egli ne ha intuito alcuni caratteri: Ma fra il presentimento e il sentimento, fra l'indovinare istintivamente un'epoca e l'iniziarla, corre lo stesso divario che separa la realità dalla incerta speranza .48) La musica di Rossini, infatti, è attenta all'effetto più che ad
445 Ivi, p. 139. Da notare, fra l'altro, l'utilizzo insistente del passato remoto che
isola ìn modo drastico il fatto nel passato: Rossini appartiene ad un'epoca oramai
morta e sepolta.
45> Ivi, p. 139.
*> Ivi, p. 140.
47> Ibidem.
*) Ivi, p. 140 nota.