Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Giuseppe Mazzini. Estetica della musica
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1996
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La musica e Mazzini
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mazziniano. Nondimeno le note del Recanatese denotano l'avanzare anche in musica di nuovi atteggiamenti e ansie sconosciuti al classicismo.
Il rapporto con l'armonia e con le sue nuove espressioni di cui dava da tempo saggio la musica dei paesi germanici poneva, come già si è detto a proposito di Marco Santucci, il problema del rinnovamento e del progresso in musica come nelle altre arti ed espressioni del pensiero. Giacomo Leopardi è perfettamente cosciente del rischio di fissità che può derivare dal legame alla tradizione e dall'interpretazione dell'armonia come regola formale immutabile e per questo, contrapponendosi alle voci diffuse sul Bello ideale propagandate dai cosiddetti critici rossiniani come Carpani
0 Cicognara,70* in un pensiero dell'ottobre del 1821 introduce il concetto di disarmonia quale elemento assieme di progresso e di coerenza con gli schemi prestabiliti dalla tradizione: In altri termini, le leggi del contrappunto possono variare liberando al suo intemo elementi trasgressivi non demonizzabili ma da riconoscere come pertinenti alla variabilità del processo creativo .71) Si tratta di ammettere nel costrutto armonico il nuovo, il quale proprio come tale appare dissonante rispetto al noto, senza che questo però significhi introdurre la novità assoluta, il che sarebbe negare totalmente la tradizione alla quale Leopardi vuole comunque rimanere agganciato. Anche nel pensiero di Mazzini vi è la stessa esigenza di non tradire le conquiste del passato pur guardando al futuro; tuttavia il Nostro ha un piglio molto più deciso nel prendere le distanze dall'epoca precedente: per lui, infatti, la tradizione non consiste in un insieme piuttosto preciso di leggi e valori, ma in una serie di conquiste successive le une rispetto alle altre che sono patrimonio oramai acquisito, ma al contempo rispetto al quale è necessario andare avanti. I risultati del passato non si mantengono attraverso un processo di conservazione, ma reinserendoli in una nuova sintesi con le conquiste del futuro.
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Essa comprende tutti i termini conquistati dalle sintesi anteriori, più il nuovo che diventa fine a tutti gli sforzi, incognita da tradursi in cognita. [...] L'evoluzione progressiva del pensiero che il nostro mondo manifesta visibilmente, ha luogo per espansione continua. La catena non può interrompersi.
1 diversi fini si collegano l'uno all'altro. La culla s'inanella alla tomba.72)
Questo l'atteggiamento filosofico che differenzia fondamentalmente i due autori. Oltre a ciò, e in conseguenza anche di ciò, differentissima è la lettura che Leopardi dà dell'armonia rispetto a Mazzini: per quest'ultimo infatti l'armonia, più che un semplice principio formale e razionale,
TO Cr. LEOPOLDO CICOGNAKA, Del Bello, Firenze, Molki-Landi, 1808. Questi, fra l'altro, era stretto amico di Rossini.
7n MARCELLO DE ANGELIS, op. cit., p. 45.
72) Fede e Avvenire, SEI, voi. VI, p. 325.