Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Giuseppe Mazzini. Estetica della musica
anno
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1996
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pagina
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312
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312 Lorenza Somogyi Bianchi
al di là dì ogni: facoltà coscritta e definita, è intuizione impalpabile dell'Assoluto e del Divino. Forse i due si avvicinano di più nell'interpretazione della melodia per la carica sentimentale ad essa attribuita da entrambe. Ma è proprio nei risultati della sintesi fra melodia ed armonia che le due posizioni si capovolgono: la musica alla quale allude Leopardi deve essere veicolo sì del sentimento, ma in abstracto grazie al filtro della forma; Mazzini, al contrario, punta al superamento sia dell'astratto che del concreto materialistico e mira alla sintesi fra universale e individuale.
Per quanto riguarda invece la distinzione fra scuola italiana e tedesca, l'una melodica e l'altra armonica, Mazzini ha molto probabilmente un precedente ed una fonte in Stendhal il quale, pur essendo ben lontano dall'affermare come il Nostro la fine della scuola rossiniana, sostiene la necessità di fondere le due scuole in una sola.731
Alessandro Klein,74) dal canto suo, è convinto che la distinzione fra melodia e armonia del Nostro non sia teoretica, bensì solamente empirica e condizionata dal presupposto morale: le sue considerazioni sul carattere armonico della musica tedesca perderebbero infatti di vista l'influenza della melodia italiana su autori quali Haydn. Non solo, Klein esclude che Mazzini affronti o abbia presente la potenzialità simbolica della musica, dovuta alla sua asemanticità, dal momento che non prende in considerazione la musica strumentale. In realtà non è ben chiaro che cosa intenda Klein con questa presunta empiricità nella distinzione mazziniana di melodia e armonia. Indubbiamente a monte della considerazione del critico c'è il pregiudizio per il quale lo scritto del Nostro sarebbe opera di poetica e non d'estetica: secondo Klein, infatti, il fatto che Mazzini voglia indirizzare l'arte del futuro significa che il suo articolo non ha tanto come scopo definire la natura della musica, quanto piuttosto fornire indicazioni alla produzione della nuova arte che contingentemente si sta formando. Per questo motivo sarebbe anche errato agli occhi del critico parlare di concezione eteronoma dell'arte in Mazzini lettura della sua estetica che molti interpreti hanno teorizzato analizzando la priorità da lui data al valore del principio sociale in arte , dal momento che quelle di autonomia ed eteronomia sono categorie speculative ed estetiche, non poetiche. Ma Alessandro Klein dimentica che Mazzini dà una ben precisa definizione di musica75* nella quale chiarisce il carattere progressivo dì quest'arte come di tutte le espressioni dell'animo umano. Diversamente dalla concezione dualistica platonica, alla quale probabilmente Klein fa ri-
"> STENDHAL, Guerre de l'harmonie cantre la melodìe, m. Vie de Rossini, Nou-velle edition, Genève, Ccrck du Bibliophile, 1968, voi. I, pp. 151-160, in particolare, p. 160.
7*) ALESSANDRO KLEIN, Varie e la musica in Giuseppe Mazzini, in Rivista d'Estetica, Torino, maggio-agosto 1966, p. 277.
TO filosofia della musica, ek., p. 125.