Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Giuseppe Mazzini. Estetica della musica
anno
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1996
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pagina
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313
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La musica e Mazzini
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ferimento, per Mazzini non esiste un'arte Universale che può essere definita in sede estetica e rispetto alla quale ogni espressione storica in quanto contingente sia solamente tentativo d'avvicinamento sempre inadeguato al modello. Per il Nostro invece ogni espressione musicale nella sua storicità è un tassello essenziale per l'avvicinamento progressivo all'universale Vero e, come tale, ha una profondissima densità filosofica, pur essendo strutturalmente relativo e storico.
Non si vede poi come la mancanza di un'adeguata considerazione della musica strumentale escluda in Mazzini la consapevolezza della capacità da parte della musica di dire principi universali proprio grazie alla sua natura asemantica: il suo obiettivo, evidentemente, sarà la comunicazione dei valori propri del dramma come l'animo dei personaggi e l'epoca storica d'ambientazione e non un indefinito e vago senso deU'inflnito di cui potrebbe essere foriera, ad esempio, una sinfonia di scuola tedesca. Ma questo non significa affatto mancanza di consapevolezza sul potere dell'asemanticità in musica. Da ultimo, non è affatto vero che Mazzini legga la scuola tedesca come esclusivamente armonica dimenticando, come dice Klein, l'influenza della melodia italiana su musicisti come Haydn: il Nostro individua semplicemente l'elemento prevalente di ciascuna delle due scuole, tedesca e italiana, senza mai dimenticare, come egli stesso precisa, che Nessuna scuola può far tanto conto d'un elemento che l'altro rimanga escluso, o sottomesso sempre e quasi accessorio .76)
Si è detto delle ragioni nel pensiero mazziniano dell'associazione fra melodia e principio individuale, armonia e principio sociale. Mentre critici come Fano77* considerano corretta tale corrispondenza, autori più recenti quali Raffaello Monterosso o Francesco Fiumara79* reputano errato il nesso fra le due classi di fattori. Per quanto poi riguarda l'esigenza di sintesi fra il principio individuale e quello universale Carraroli interpreta tale esigenza come ansia di fondazione di una musica universale e unica per tutti i popoli; la cui realizzazione è però ritenuta impossibile dallo stesso critico il quale valuta più realistica e corretta la prospettiva di un'opera musicale che rispecchi ogni singolo popolo.8*5 Presupponendo innanzi tutto che il desiderio mazziniano di una scuola musicale finalmente europea non pregiudica affatto l'esistenza e il valore del carisma di ogni
7> Ivi, p. 136.
T*) GUIDO ALBERTO FANO, 11 melodramma nel pensiero di Giuseppe Mazzini, in Pensieri sulla musica, Bologna, Tieves, 1903, p. 62.
TO RAFFAELLO MONTEROSSO, La musica nel Risorgimento, Milano, Vallardi, 1948, p. 17.
"> FRANCESCO FIUMARA, Concetto mazziniano della musica e della pittura, Napoli, Centro Napoletano di Studi Mazziniani, 1977, p. 29.
*) AUGUSTO CARRAROLI, Mazzini e la musica patriottica, Roma, Tipografia Agostiniana, 1888, pp. 15-16.