Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Giuseppe Mazzini. Estetica della musica
anno
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1996
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pagina
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316
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lata di confronti con il pensiero estetico-musicale dei contemporanei, fra le proprie considerazioni Maroncelli inserisce un progetto di brani musicali in relazione ai quali precisa:
Sono brevi-cose per musica, or liriche or narrative; e sebbene questi carmi sieno leggeri, l'autore si propone in essi (del pari che nelle poesie di soggetto) uno scopo filosofico, quello di migliorare il prossimo, illuminando la sua mente, dirigendo le affezioni del suo core, promovendo le sue credenze buone, la sua pietà, anche quando meno v'attende, cioè nei momenti senza riserva e di confidente ricreamento [...].W)
Nel caso in cui effettivamente Mazzini abbia letto questo passo, è certo poco plausibile che uno stralcio tanto breve abbia determinato il suo pensiero in merito alla filosoficità e alla socialità della musica. Ipotizzando che il Nostro abbia avuto fra le mani queste pagine poco prima e comunque durante il suo esilio svizzero, è probabile che assieme ai suggerimenti che gli venivano dalle Lettres d'un voyageur di George Sand sulla religiosità della musicaW) determinanti, come ha perfettamente individuato Stefano Ragni, nella formazione mazziniana dei pensiero in merito,9*0 il testo di Maroncelli abbia contribuito a far formulare a Mazzini relativamente alla musica considerazioni ch'egli già aveva fatto o stava facendo sull'arte in generale. Diversamente, ad ogni modo, questo stralcio mostrerebbe l'esistenza di una forte tensione ideale che, a partire da un discorso sociale, politico e culturale in senso più vasto, coinvolge piano piano anche le varie forme d'arte.
La principale novità della Filosofia della musica, insomma, consiste nel fatto che Mazzini è il primo a distaccarsi radicalmente dall'estetica musicale classicista e a farlo non solo con interventi sporadici bensì con un saggio totalmente dedicato all'argomento e impostato con rigore filosofico, rigore che certo deriva anche dallo stretto legame con l'impianto del suo pensiero.90
Della musica quasi tutti i nostri letterati e filosofi dell'Ottocento hanno trattato, ma solo incidentalmente, e nessuno ha lasciato un'opera significativa quanto quella del Mazzini, opera in cui il problema musicale è effettivamente impostato su un piano filosofico, in piena coerenza quindi con tutta l'attività
*S> PIETRO MARONCELLI, Addizioni, in SILVIO PELLICO, Le mie prigioni, Milano, Rizzoli, 1984, a cura di Silvia SpeUanzon, p. 396.
) GEORGE SAND, Lettres d'un voyageur, NouveUe edition, Paris, Michel Lévy Frères, Libraires Editeurs, 1863, p. 30.
*>) STEFANO RAGNI, Usxt e Mazzini, dt., pp. 119-136.
w> FRANCESCO FIUMARA, Concetto mazziniano della musica e della pittura, dt., p. 29.