Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Giuseppe Mazzini. Estetica della musica
anno <1996>   pagina <318>
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318 Lprenza Samogyi Bianchi
una cultura romantica che oramai stava mutando lentamente la mentalità estetica, lasciarono dei segni in alcuni pensatori di poco successivi alla redazione del saggio. Così Vincenzo Gioberti afferma senza dubbio la superiorità della musica su tutte le altre arti per profondità e spiritualità e quindi anche la sua capacità di esprimere al meglio l'epoca e la società in cui fiorisce.9*
Fra gli anni Venti e Trenta Giovila Scalvini appuntò qua e là una serie di considerazioni filosofiche che però non volle pubblicare, invitando l'amico Tommaseo, al quale furono affidate le sue carte prima della morte, a bruciare l'intero plico degli appunti. Tommaseo, invece, fece sparire l'originale e, come sembra, diede alle stampe un estratto "* di questi scritti sulla Rivista contemporanea nel 1862. Fra queste pagine vi è un intero paragrafo dedicato alla musica.100' Per Scalvini la musica [...] ti aiuta alla conoscenza del bello e del vero; ti fa nascere nel pensiero tutte le dolci rimembranze del passato, ti trasporta in regioni beate, ove ti scordi di essere mortale .10I) La musica inoltre ha un grandissimo potere sul­l'anima e [...] indovina, più che ogni altra umana arte, li sentimenti segreti che sono nella nostra anima, e che non sappiamo definire [...] .l02) Questo potere è della musica grazie all'analogia e parentela che esiste fra l'armonia che intercorre fra le note e quella che lega i meandri segreti dello spirito umano. Per cui
La musica dunque fortunatamente ha indovinato l'armonia colla quale si destano in noi quegl'incogniti sentimenti, più di ogni altra umana arte, perché ha abbracciato e ha consuonato con tutta la musica della facoltà di sentire. Non così la pittura, che è una musica anch'essa, ma che consuona solamente a ima parte delle facoltà di sentire. [...] La ragione per cui le altre umane arti e naturali bellezze non consuonano a tutta la facoltà senziente, si è forse perché svolgono le idee tutte intiere, precise, evidenti, e limitate (tutto ciò che è evidente, è limitato). Quindi destate queste idee, e avvisate dall'anime, il resto della facoltà senziente rimane inoperoso, e non è attiva se non quella atta a quella tale specie di idee.103)
Ancora una volta viene affermata la superiorità della musica sulle
W Cfr. VINCENZO GIOBERTI, Del Bello, seconda edizione, Capolago, Tipografia El­vetica, 1846, p. 178; e L'Italia è principe nelle arti belle e nelle lettere amene, in Del primato morale e civile degli italiani, Milano, Rejna, 1848, pp. 460-461.
") FERNANDA CASTELLANI, Gli scritti filosofici di Giovita Scalvini, in Giornale critico della Filosofia italiana, luglio-settembre 1934, pp. 345-347; gennaio-febbraio 1935, pp. 38-49; maggio-giugno 1935, pp. 250-259; luglio-ottobre 1935, pp. 393-406.
10) Ivi, luglio-ottobre 1935, ,pp. 403-406.
*) Ivi, p. 404.
J2) Ivi, p. 403.
1(B) FERNANDA CASTELLANI, art. cit,t pp. 403-404.