Rassegna storica del Risorgimento

1845 ; RIMINI ; ROMAGNA
anno <1921>   pagina <353>
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1 orni di Romagna BJ
stesso in cai IL Papali gì avanzavano in quella di Forlì, laonde accadete ohe imbaldanziti gii assalitori dalla facilità e sicurezza della vittoria, saccheggias­sero Cesena e le circostanti Chiese; poi, giunti a Forlì, facessero orrido ma­cello di venticinque fra vecchi, fanciulli o femmine, mentre altri, mossi da ( Ferrara, spargevano sangue a Lugo, a Bologna ed a Ravenna, e cosi incomin­ciavano in fatto la promessa Era Novella del Pontificato di Gregorio Decimo Sesto. Noi lasciamo alla storia l'ufficio di tramandare ai posteri infinite do­lentissime memorie, temendo che dai presenti venga a disamore e risentimento imputata la liberti e vera narrativa, e :cl accontentiamo di segnare i sommi capi delle accuse che le popolazioni fanno al Governo del Regnante Gregorio; accuso, ciascuna delle quali è soverchia per dare il diritto di altamente pro­testare contro la tradita fede, la conculcata giustizia, la straziata umanità e l'improntitudine della Tirannide.
Nel 1832 la Setta de' Sanfedisti reclutò, fra1 più perduti individui delle più abiette classi della Società, una mano di gente cupida e facinorosa, la quale prese sacramento di fare sterminio de* liberali, senza compassione dei pianti delle donne e delle strida de' fanciulli, ed in nome del Vicario di Cristo vennero benedetti i pugnali di questi Centurioni dell'Apostolica Romana Sede, i quali li lordarono del battezzato sangue dei fratelli. Piti tardi scese il Go­verno alla vergogna di vestirli di uniformo, od intitolarli volontari Pontificii, e si videro ed udirono pubblicamente Vescovi e Preti predicare la novella crociata, adescando gli incanti all'amo delle immunità e de' privilegi, avvele­nando gli animi, od esasperando gli odn di parte.
(Centurioni e Volontaria per lunghi e lunghi anni, impunemente percos­sero, ferirono, derubarono, uccisero ai tradimento li cittadini tranquilli.* gli as­sassini! si noverarono a centinaia; a migliaia e migb'aia le ferite e le percosse, senza dire dello contumelie e dei soprusi d'ogni maniera, e quasiché l'impu­nità non bastasse, ne vennero agli operatori lodi dal Governo, avanzamenti di grado, e decorazioni di ordini cavallereschi. Non il Pontefice, non Roma, non i Cardinali governarono, per otto o. diejpl anni, i popoli delle Legazione ma una sanguinaria fazione di plebe imbestiafca tonno le vcséfced il ministerio di Governo. I Consigli municipali e tutte le Magistrature, vennero invasi dagli acoliti o fautori della medesima, si chiusero, lo Università, e fu tolto a molta gioventù di continuare gli stndii ed ottenere i gradi Accademici, ed a molta elio già li aveva ottenuti, non solo fu proibito di ottare ai pubblici impieghi delle Comunità, ina perfino di esercitare lo libero professioni, fi Bemetti, Car­dinale Segic-tario dj: Stato, scrisse lettere circolari olii Presidi de' Tribunali C af Governatori, nelle quali faceva precetto di applicavo sempre ai liberali il massimo grado, 'tleihv pena portata dai Codici, ed il minimo ai fedeli, quando non si trovasse via di assolverli. E nei Godici era sancito, che i delitti poli­tici fossero ricercati e giudicati da' Tribunali Speciali, ohe gli Ecclesiastici avessero non solamente un Tribunale privilegiato per se, ma eziandio giudi-ponte delle auso de' laici contendenti co' medesimi, ed era decretata la pena