Rassegna storica del Risorgimento

1845 ; RIMINI ; ROMAGNA
anno <1921>   pagina <355>
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1 casi ài Momagné 35B
flotta. Religione e del Sovrano! È nel! storia Romagnola nn gravo ammae­stramento pe> reggitori de' popoli: ohe quando in lnogo della giustizia si pone lo spirito dello fazioni civili, il potere non è più conciliatore e giudico, ma ladro ed omicida; 6 franto ogni vincolo della società civile, e la sola forza rimane arbitra delle sorti de' cittadini. Ed importa grandemente ripetere mille volte ai popoli ed ai potentati d'Europa, che le continue inquisizioni e le inaudite persecuzioni politiche fatte negli Stati Romani, dal 1820 fino ai giorni nostri, e la guerra contro ai pensieri, alle dottrine ed ai sentimenti che più onorano l'umana specie, ed i giudizi sommarli, ed i molteplici assassinii com­messi in nome della legge, hanno inquinato e corrotto gii animi tutti coli'odio e colla vendetta, e non solo hanno tolto ogni morale considerazione al Ro­mano Governo, ma lo hanno fatto considerare un nemico implacato ed im­placabile della civiltà, spogliatore delle sostanze, insidiatore della libertà in­dividuale e della vita, contro al quale ogni mezzo di difesa od offesa si tiene lecito ed onesto dalle coscienze per cagione sua pervertite. A quel modo che noi notiamo di vituperio ed infamia le provocazioni, le menzogne e le arti perverse del cieco Dispotismo Romano, cosi non intendiamo adonestare i fieri corrucci e le popolari vendette, perchè questi e quelle offendono altamente il senso civile di tutti i i>opoli, la Divinità e la Società; ma intendiamo bensì di far ricadere la responsabilità degli uni e delle altre su Coloro ohe vi die­dero origine e fomento. Certo che negli anni più vicini a questo, il partito contrario al Governo dava segni di spiriti restii, insubordinati e minacciosi; certo che nell'agosto del 1843 irruppe nella Provincia Bolognese ad atti di ribellione. La maggior parte della popolazione, quantunque si tenesse allora dal seguire la rischiosa via dei rivolgimenti operati colla forza, plaudiva a quelle mostre, perchè credeva che alla perfine, fatto capace il Governo dei bisogni universalmente sentiti e dei comuni desideri!, avrebbo dalla necessità preso il consiglio di accomodarvisi. Ala questi, lungi dal vedere nel fatto della banda armata Bolognese e nel coucitamonto degli animi di tutto lo Stato, il segno di quel malcontento universale che li più insofferenti cominciavano a tradurre in atto di ribellione, montò nell'ira di partito, prese consiglio da questa e dalla paura, operò sotto l'imperio de' parosismi dell'una o dell'altra, persuase a se medesimo di poter dispensare l'infamia al pari dei colpi di mo­schetto e di mannaia, gridò al mondo; essere quel moto procacciato da di-sorbitanza delle ree passioni di pochi; li molti reputarsi felicissimi della sud­ditanza tranquilla; ed intanto costituì in permanenza le Commissioni militari, giudicanti senza forma di processo e senza ufficio di difesa; e collocò nelle medesime li soldati più volti a libidine di sangue e di oro, e li più efferati
carnefici da toga.
Vano il ricordare gli esigli e lo carcerazioni innumerevoli, le morti e le confische, di cui il mondo ha conoscenza! Procedimenti e giudizii degni dei secoli barbari, nei quali la stolidezza e l'impudenza gareggiano colla crudeltà, ed addimostrano ohe dove la passione, e la più sfrenata delle passioni, tra­
ns.