Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia religiosa. Epistolari. Secolo XIX
anno <1996>   pagina <349>
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Carlo Maria Curri
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è di non poter meglio proporla e raccomandarla alle persone serie e cristiane, se non servendoci delle parole medesime del suo Editore, che riproduciamo in altra pagina. Una sola cosa ci piace aggiungere dal canto nostro: che cioè quest'Opera del P. Girci, oltre ad essere la più com­pleta e piena Esposizione Letterale e Morale dei Quattro Evangeli Con­cordati, è pure uno dei più insigni monumenti di letteratura nazionale, che abbiano veduto la luce in questi ultimi nostri tempi: vuoi per la sua mole e per la sua dottrina; vuoi per la sua lingua scritta e il suo parlato stile. Doti queste che non si trovano così facilmente e bella­mente riunite in altre opere dell'istesso genere, ma che pure si debbono prediligere; siccome quelle che non possono andare disgiunte dall'ese­gesi scritturale, quando specialmente si tratta del Nuovo Testamento. Il quale, appunto perché si distingue dal Testamento Vecchio per quella quasi vulgare ed infantile semplicità d'espressione sotto cui esso nasconde la inarrivabile sublimità de' suoi concetti, ha perciò solo bisogno, più d'ogni altro biblico libro, di una plasticità rettorica e linguistica tutta propria e consona alla intelligenza comune. E quando di ciò non pago, alcuno vi fosse, il quale desiderasse imparare quel coraggio cristiano e civile, che in questi giorni ci vuole, non tanto per esprimere quello che si sente, quanto per affermare quello da cui si dissente; legga e inediti esso questi preziosi volumi del Padre Curri, e i prolegomeni par­ticolarmente, che sotto il titolo di Ragione dell'Opera li precedono. A dire oggi e a provare che tutto l'attuale movimento dei nemici nostri in religione e in politica è sbagliato, ci vuole un coraggio cristiano e civile certamente grande. Ma a dire e provare che è pure sbagliato l'at­tuale movimento nostro, quello con cui li combattiamo e ci lusinghiamo di vincerli, ci vuole tutto il coraggio cristiano e civile di un uomo vera­mente grande. Di un uomo profondamente cattolico, profondamente dotto, profondamente convinto, profondamente sincero, profondamente zelante. E questo è il Padre Girci . (Nello stesso numero c'è la nota dell'editore Manuelli che presenta il libro curciano, specificandone i temi, il numero dei capitoli e il costo).
Questo giudizio de 17 Conservatore è certamente rilevante: la defi­nizione del Girci come uomo profondamente zelante proviene infatti da un quotidiano che, come osservato, non era certo tenero nei confronti dei cattolici transigenti e conciliatoristi.33*
Col passare dei mesi, mentre i contrasti tra il Girci e i superiori
**) Un esempio della scarsa considerazione di cui godevano gli esponenti del gruppo transigente presso la redazione del Conservatore, è un trafiletto apparso nel numero del 16 febbraio 1876, che cosi recitava: FIRENZE: Il marchese Paris Maria Salvago, direttore di un giornale cattolico liberale di Firenze, è stato insignito per motu proprio dal re Vdt. Emanuele della Croce di ufficiale della Corona d'Italia.