Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia religiosa. Epistolari. Secolo XIX
anno
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1996
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Paolo Carusi
della Compagnia divenivano sempre pia. laceranti la stampa intransigente fiorentina non cessava di lodare padre Carlo Maria; su L'Armonia del 9 novembre 1876 appariva infatìi Nuova Opera del P. Curri, nel quale leggiamo: è uscita testé alla luce una nuova opera del P. Curci avente per titolo II Suicidio studiato in sé e nelle sue cagioni. Non si può negare all'illustre Autore la sagacia nell'afterrare, o scriva o predichi, quegli argomenti il cui sviluppo presenti maggior merito di opportunità ad un tempo e di efficacia, intorno all'ordine sociale minacciato nelle basi. Certo, se vi era argomento cui importasse, ai dì nostri, trattare con ampiezza di vedute e profondità di riflessioni, esso è il suicidio divenuto orribile a dirsi) di moda. Né il P. Curci lo tratta alla leggiera.
Nel marzo del 1877 un altro articolo, questa volta de II Conservatore, viene dedicato al Curci; in quei giorni era circolata la voce dell'invio, avvenuto nel 1875, da parte del Curci, della lettera a Pio IX e il quotidiano intransigente, nel numero del 2 marzo, commentava la notizia con queste parole: NOTIZIE ITALIANE: Vi confermo la notizia che vi trasmisi pochi giorni sono, che cioè il P. Curci ha umiliato un'ossequiosa lettera al S. Padre. È un atto che onora non poco il celebre pubblicista, e fa conoscere il suo amore alla S. Sede. Il P. Curci, a quanto ho potuto capirne dalle sue ultime opere, desidera che in Italia sia maggior coerenza, maggior energia nel movimento cattolico. Se trascorse ad esprimere idee che prevenivano quelli che in tal materia sono maestri e duci, non vi insiste ora, e sta bene. Che però una maggiore energia sia necessaria, che uno scopo più determinato venga messo in vista, è sentito dal maggior numero di cattolici .
Questo giudizio è assolutamente sorprendente, se si tiene conto del fatto che la notizia della lettera a Pio IX era stata certamente decisiva nella rottura dei rapporti tra il Curci e la Compagnia di Gesù.
Assistiamo dunque ad uno strano spettacolo: nel corso del 1877, mentre si consuma la rottura e il definitivo distacco di padre Carlo Maria dalla Compagnia, la stampa intransigente fiorentina continua ad interessarsi, con giudizi positivi, all'opera del Curci, nonostante il suo dissenso dai superiori fosse ormai di dominio pubblico.
Su L'Armonia del 24 ottobre 1877 appare l'articolo Nuova opera del P. Curci nel quale leggiamo: Le virtù domestiche ossia II libro di Tobia, esposto in 18 lezioni dette a Roma nel 1871, ed in Firenze nel 1873 da C. M. Curci S. I. e precedute da un discorso sopra le attinenze della famiglia. Firenze, presso L. Manuelli, 1877. Questa nuova opera dell'ili, P. Curci, se ne attesta la vasta dottrina e potente ingegno, non ne rende meno manifesta la mirabile operosità che cogli anni vigoreggia anziché affievolirsi.
Il 23 ottobre 1877, il Curci lasciava ufficialmente la Compagnia di Gesù e sceglieva proprio il quotidiano L'Armonia per pubblicare una Dichiarazione, apparsa sul numero del 28 ottobre: <c Poiché da molti se